Porsche, la crisi è infinita: vendite (ancora) in calo
I numeri della casa di Stoccarda, affari fermi in Usa e Cina, il destino dell'automotive
Piove sul bagnato in casa Porsche: le vendite in calo crollano del 15 per cento nel primo trimestre di quest’anno. Ciò che sta succedendo alla casa automobilistica di Stoccarda è quello che vive, in pratica, l’intero comparto dell’automotive europeo. Stritolato dai dazi di Trump, accerchiato a Oriente dalla guerra commerciale innescata da Bruxelles con Pechino che ha portato i cinesi a non comprare più auto europee o, quantomeno, a preferire produzioni locali.
Porsche, vendite in calo
I numeri pubblicati da Porsche non sono solo il quadro dell’ennesimo calo delle vendite. È la fotografia di una crisi da cui non si esce. Le vendite in Cina sono diminuite del 21%, attestandosi a 7.519 veicoli. Nel mercato chiave del Nord America, Porsche ha venduto 18.344 veicoli tra gennaio e marzo, l’11% in meno rispetto all’anno precedente. Nemmeno il mercato europeo sorride a Stoccarda: le vendite sono in calo del 18%, raggiungendo quota 14.710 unità. Regge solo il fronte interno: in Germania, infatti, Porsche ha venduto 7.778 auto, per un incremento del 4%. Che non basta a fronteggiare l’emorragia di affari.
L’analisi dei manager
Tra Usa e Cina, le vendite stanno incespicando. Perché Trump ha eliminato i sussidi all’acquisto di auto elettriche ed ibride colpendo (anche) Porsche. In Cina, secondo l’analisi dei manager tedeschi, il calo delle vendite è spiegabile con gli effetti della crisi immobiliare. Che indurrebbe le fasce più abbienti della popolazione a risparmiare di più e a spendere meno per l’acquisto di un bene, anzi di uno status symbol, come è appunto un’auto sportiva. In mezzo, però, c’è una crisi che non si ferma più. E che travolge un comparto che, fino a quando l’Ue non s’era messa in testa di fare svolte green, era tra i più fiorenti del mondo.
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