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Cronaca

Veneto violento: a Legnago baby gang spara tra la folla

In pieno giorno, tra gli studenti in attesa dei bus. Gli stessi aggressori hanno ripreso la scena con i propri smartphone, pubblicando poi il filmato sui social network, dove è diventato rapidamente virale

di Dave Hill Cirio -


Una baby gang violenta anche in un centro veneto, Legnago, di meno di 30mila abitanti e con indici di criminalità in calo negli ultimi due anni.

Spari tra la folla in piano giorno

Un video virale e una comunità sotto shock. A Porto di Legnago, in provincia di Verona, l’allarme sicurezza è esploso nel modo più violento possibile: colpi di pistola esplosi tra la folla di studenti che attendevano l’autobus.

L’episodio, avvenuto proprio in queste ore, vede protagonista una baby gang locale che ha trasformato un luogo di quotidiana aggregazione studentesca in un set da Far West.

Il video virale sui social: la dinamica, la premeditazione mediatica

Precise le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri. I colpi, esplosi da una pistola scacciacani. Nonostante l’assenza di proiettili reali, il panico tra i giovanissimi presenti è stato immediato e totale.

Il fatto più inquietante, tuttavia, riguarda la premeditazione mediatica, come nel copione delle bande giovanili delle metropoli.

Gli stessi aggressori hanno ripreso la scena con i propri smartphone, pubblicando poi il filmato sui social network, dove è diventato rapidamente virale.

Tutti minorenni

Il video mostra chiaramente il passaggio dell’arma tra due giovanissimi, probabilmente minorenni, poco prima che vengano esplosi i colpi in aria a seguito di una lite.

Le autorità sono attualmente al lavoro per identificare i responsabili, già sospettati di altri atti vandalici e aggressioni avvenuti nella zona di Legnago nelle scorse settimane.

La reazione delle istituzioni

Il sindaco di Legnago, Paolo Longhi, ha definito l’accaduto “inaccettabile”, annunciando un immediato giro di vite sulla sicurezza urbana: spariranno le baby gang?

È previsto un potenziamento dei presidi della polizia locale presso il terminal degli autobus negli orari di punta, ma resta aperto il dibattito sul disagio giovanile e sulla responsabilità delle famiglie.

Le indagini procedono come da copione. La cittadinanza chiede risposte concrete contro il fenomeno delle bande giovanili che sembra non risparmiare più nemmeno i centri di medie dimensioni.


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