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La morte di Craig Venter: addio al “pirata” del genoma

La "sfida" a Dio e al governo Usa

di Dave Hill Cirio -


Dalla guerra del Vietnam ai laboratori più avanzati del mondo, la vita di Craig Venter è stata una corsa contro il tempo e le convenzioni. È morto l’uomo che per primo ha osato privatizzare la lettura del codice della vita, riuscendo laddove la potenza di calcolo degli Stati Uniti sembrava arrancare.

Fu il “pirata del genoma” e il pioniere della biologia sintetica. Lo scienziato-imprenditore si è spento ieri a San Diego, all’età di 79 anni, a causa di complicazioni legate a un tumore diagnosticato di recente.

Venter non è stato solo un biologo, ma un visionario che ha trasformato la genetica in una sfida di velocità e tecnologia, scuotendo le istituzioni pubbliche con il suo spirito iconoclasta.

Chi era: il ribelle della scienza

Nato a Salt Lake City nel 1946, Venter ebbe un inizio tutt’altro che accademico. Durante la guerra del Vietnam, servì come infermiere in Marina, un’esperienza che lo segnò profondamente. Di fronte alla morte continua dei soldati, decise di dedicare la vita alla comprensione dei meccanismi biologici.

Dopo il dottorato, iniziò una folgorante carriera che lo portò ai National Institutes of Health (NIH), dai quali però si staccò presto, insofferente ai ritmi della burocrazia statale.

La grande sfida: Celera Genomics contro il progetto pubblico

La fama mondiale arrivò negli anni ’90, quando Venter lanciò una sfida senza precedenti al Progetto Genoma Umano, il consorzio pubblico internazionale finanziato con miliardi di dollari.

La tecnica “shotgun”

Mentre il progetto pubblico procedeva in modo lineare e lento, Venter fondò la Celera Genomics e utilizzò il metodo del “sequenziamento shotgun” (letteralmente “a pallettoni”), che scomponeva il Dna in frammenti casuali per poi ricomporli tramite supercomputer.

Il risultato

Nel giugno 2000, insieme a Bill Clinton e al rivale Francis Collins, annunciò il completamento della prima bozza del genoma umano. Venter aveva costretto il governo a correre, arrivando al traguardo con anni di anticipo rispetto alle previsioni.

La prima “vita sintetica” e la medicina della longevità

Nel 2010, Craig Venter firmò quella che molti considerarono la scoperta del secolo: la creazione di Synthia, la prima cellula vivente controllata da un genoma interamente sintetizzato in laboratorio.

Non era più solo “leggere” il Dna, ma “scriverlo”. Negli ultimi anni, attraverso il suo istituto e la società Human Longevity, si era concentrato sulla sfida all’invecchiamento. E cercava di mappare ogni dettaglio biologico per prevedere e prevenire le malattie prima ancora che si manifestassero.

Come viveva: lo scienziato marinaio

Venter era celebre per il suo stile di vita eccentrico e lussuoso, lontano dallo stereotipo dello scienziato in camice bianco.

La vita sul Sorcerer II. Per anni ha navigato intorno al mondo a bordo del suo yacht di ricerca, il Sorcerer II, prelevando campioni di acqua oceanica per sequenziare il Dna di migliaia di nuove specie microbiche.

La sua casa. Viveva a La Jolla, in California, in una villa affacciata sull’oceano, circondato da opere d’arte e tecnologie d’avanguardia.

I suoi interessi. Appassionato di auto sportive e barche a vela, vedeva la ricerca come una competizione sportiva di altissimo livello.


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