Affitti stanze alle stelle: “il portafoglio piange”
Con un budget ridotto all'osso, la bussola deve puntare verso la Sicilia o l'Umbria. Solo in tre città universitarie si riesce ancora a stare intorno o sotto la soglia dei 300 euro
Da dimenticare la solita ricerca di “fittasi”: affitti alle stelle, oggi trovare stanze è diventato uno sport estremo.
Secondo il report di Immobiliare.it Insights, se si è uno studente o un giovane lavoratore, il portafoglio sta probabilmente chiedendo pietà. Tra il 2020 e il 2026, i prezzi degli affitti delle singole stanze sono letteralmente decollati, con picchi che fanno sembrare l’inflazione un dettaglio trascurabile.
Affitti in orbita: la mappa dei rincari (e dove fuggire)
Mentre tutti guardano a Milano, la vera “sorpresa” arriva dal Sud. Bari e Cagliari si sono trasformate nelle capitali dei rincari, rendendo la vita difficile a chi cerca di costruire il proprio futuro lontano da casa.
Le città “fuori controllo”
Pensare che il monolocale fosse l’opzione costosa, un errore. Le stanze sono cresciute di prezzo molto più velocemente dei piccoli appartamenti.
Bari la regina nera: un incredibile +59% in sei anni. Una stanza che nel 2020 costava 263 euro, oggi ne costa 419 euro.
Cagliari insegue: con un +58%, la Sardegna non è mai stata così cara per i fuori sede.
Palermo e Padova: entrambe con balzi impressionanti (+55% e +46%), confermando che il fenomeno colpisce indistintamente da Nord a Sud.
La top 5 delle città “il portafoglio piange”
Milano non molla l’osso e resta la città più proibitiva d’Italia. Ecco quanto bisogna sborsare in media ogni mese per una singola.
Milano: 729 euro (il record assoluto). Firenze: 625 euro. Roma: 609 euro. Bologna: 599 euro. Padova: 490 euro.
Esistono ancora “isole felici”?
Con un budget ridotto all’osso, la bussola deve puntare verso la Sicilia o l’Umbria. Solo in tre città universitarie si riesce ancora a stare intorno o sotto la soglia dei 300 euro.
Messina e Catania: le più economiche d’Italia a 284 euro/mese. Perugia: si ferma a quota 300 euro tondi. Udine e Siena: le città più stabili, con un aumento “solo” del 12% dal 2020.
Un mercato poco accessibile
Paolo Giabardo, dg di Immobiliare.it, mette il dito nella piaga. La domanda è altissima, ma i redditi di studenti e giovani lavoratori sono rimasti al palo. Questo crea una forbice pericolosa che rende il mercato delle stanze un privilegio per pochi.
La buona notizia? Negli ultimi mesi si vedono i primi segnali di assestamento. Forse la bolla ha smesso di gonfiarsi.
Leggi anche Ecco gli affitti shock pure in provincia
Torna alle notizie in home