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Accordo Sky – Warner Bros: pax tv o altro?

Per il telespettatore una vittoria. Meno app da aprire, più canali nella lista principale e il ritorno del grande cinema americano su una piattaforma familiare

di Giorgio Brescia -


Sarà pax tv o altro: per Sky e Warner Bros Discovery non si tratta di un semplice rinnovo. E’ una riappacificazione strategica dopo il “divorzio” avvenuto lo scorso gennaio con l’arrivo di Hbo Max in Italia.

I dettagli del nuovo accordo

Pax tv di Sky e Warner Bros Discovery, ecco i dettagli del “contratto di aprile”. L’annuncio odierno mette fine a mesi di incertezza e a una parziale migrazione di contenuti. La nuova partnership è figlia di una strategia di aggregazione fluida: Sky non vuole più essere solo un produttore di contenuti, ma il “contenitore” definitivo per evitare che l’utente debba navigare tra troppe app diverse.

Cosa significa concretamente?

Il termine, coniato dagli analisti del settore media, indica il superamento della fase di scontro frontale tra le piattaforme proprietarie (come Hbo Max) e i broadcaster tradizionali.

Il ritorno dei canali lineari. Da oggi sono ufficialmente riattivati su Sky Q e Sky Glass tutti i 10 canali “free” del gruppo Wbd, inclusi Nove e Real Time, che erano rimasti in una zona grigia contrattuale.

Discovery+ torna in piattaforma. Una delle clausole prevede che l’app discovery+ tornerà disponibile dal 14 maggio su Sky Q, Sky Stream e Sky Glass, rendendo più semplice l’accesso ai suoi contenuti da parte dei clienti Sky.

La novità cinema: la “finestra Warner”

Dopo la scadenza dell’output deal del 31 dicembre 2025, molti temevano la scomparsa dei film Warner da Sky. Due i termini della integrazione.

Selezione Premium. Su Sky Cinema e Now arriverà una selezione curata di film Warner Bros, alcuni in prima visione, circa 45-60 giorni dopo l’uscita nelle sale, mantenendo viva l’offerta cinematografica di Sky.

Library On-Demand. Migliaia di ore di film storici (da Batman a Harry Potter) tornano disponibili nella sezione “box sets”, rendendo superfluo per molti l’abbonamento separato a Hbo Max per i grandi classici.

Perché questa intesa proprio ora?

La mossa di Sky Italia segue la scia di quanto fatto dalla controllante Comcast negli USA e nel Regno Unito. Il mercato ha dimostrato che lo streaming “puro” fatica a sostenere i costi di acquisizione clienti: aggregare i canali Discovery e i film Warner dentro Sky permette a Wbd di avere un’entrata garantita (licensing) e a Sky di ridurre il tasso di disdetta (churn rate) dei suoi abbonati.

In sintesi, per il telespettatore una vittoria. Meno app da aprire, più canali nella lista principale e il ritorno del grande cinema americano su una piattaforma familiare.


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