L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Infortuni: rischio doppio per lavoratori stranieri

Tutti i numeri. L'appello per un Osservatorio sulla vulnerabilità

di Giorgio Brescia -


Sicurezza sul lavoro: per gli stranieri il rischio infortuni è doppio. I dati Inail restituiscono la fotografia di un sistema asimmetrico. Se per la prima volta dopo molti anni gli infortuni sul lavoro mostrano complessivamente deboli segnali di rallentamento, l’analisi di dettaglio rivela una spaccatura netta.

Infortuni: cosa dicono i dati

Le tutele e la prevenzione sembrano funzionare per i lavoratori italiani, ma lasciano indietro la forza lavoro straniera, esposta a un rischio di farsi male o perdere la vita che è più che doppio rispetto ai colleghi autoctoni.

I numeri della forbice: italiani in calo, stranieri in crescita

Il bilancio statistico evidenzia andamenti diametralmente opposti a seconda della nazionalità dei lavoratori.

Le denunce totali

Gli infortuni commisurati ai lavoratori italiani registrano un leggero miglioramento (-0,5%). Al contrario, le denunce relative ai lavoratori stranieri subiscono un incremento preoccupante del +3,7%.

La strage silenziosa dei morti

Il quadro si fa ancora più cupo focalizzandosi sui soli incidenti con esito mortale. Le vittime italiane scendono da 851 a 834, mentre i decessi tra i lavoratori stranieri balzano a 251 vittime (erano 226 l’anno precedente).

La sproporzione del peso demografico

Gli immigrati rappresentano oggi circa il 10% della popolazione complessiva in Italia, eppure costituiscono oltre 1 vittima su 5 del totale dei morti sul lavoro.

L’analisi degli esperti: barriere culturali e precarietà

Secondo Paolo Carminati, presidente dell’Aifos (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro), l’emergenza non è più un fenomeno passeggero. E’ un dato strutturale del nostro mercato occupazionale. I fattori scatenanti sono molteplici.

Mansioni a maggior rischio

La forza lavoro straniera è massicciamente impiegata nei settori a più alta incidenza di infortuni, come l’edilizia, l’agricoltura e la logistica.

Formazione inefficace

I corsi sulla sicurezza spesso falliscono l’obiettivo perché non tengono conto delle barriere linguistiche e delle differenze culturali.

Precarietà e vulnerabilità

I contratti instabili riducono la consapevolezza dei propri diritti e la propensione a segnalare situazioni di rischio nei cantieri o nelle fabbriche.

L’appello: serve un Osservatorio sulla vulnerabilità

Oltre al potenziamento delle attività ispettive, la vera sfida si gioca sul piano della qualità della prevenzione e dell’inclusione sociale. Nei casi in cui a perdere la vita è un lavoratore privo di una rete familiare sul territorio italiano, emerge il dramma collaterale di una solitudine profonda, che rende queste tragedie umane quasi invisibili all’opinione pubblica.

Per questa ragione, gli operatori del settore chiedono l’istituzione in Italia di un vero e proprio Osservatorio sulla vulnerabilità dei lavoratori, uno strumento normativo e statistico oggi assente, indispensabile per colmare il vuoto informativo e per strutturare politiche di sicurezza mirate, in grado di garantire pari dignità a chiunque operi sul territorio nazionale.


Torna alle notizie in home