Dazi Usa che diminuiscono? Tutto vero
Da venerdì 24 luglio è entrata ufficialmente in vigore una significativa modifica alla normativa sui dazi d'importazione negli Stati Uniti per le merci provenienti dall'Italia e dal resto dell'Unione Europea
Dazi Usa in calo? Da venerdì 24 luglio, ufficialmente in vigore una significativa modifica alla normativa sui dazi d’importazione negli Stati Uniti per le merci provenienti dall’Italia e dal resto dell’Unione Europea.
Leggi tutte le news di Economia
Dazi Usa: una buona notizia?
Un aggiornamento normativo dei dazi Usa con una notizia sicuramente interessante per il tessuto imprenditoriale italiano e per tutte le aziende esportatrici del nostro Paese. Perché garantisce un risparmio concreto e una maggiore competitività sul mercato americano.
Lo spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa. Il cambiamento principale, nel superamento dei dazi temporanei previsti dalla Section 122 (introdotti il 24 febbraio scorso) e nella contestuale attivazione delle nuove disposizioni contemplate dalla Section 301.
La grande differenza operativa, applicata nella modalità con cui viene calcolata la tariffa doganale.
Cosa è cambiato?
Nella fase precedente, legata alla Section 122, il dazio aggiuntivo del 10% andava a sommarsi direttamente all’aliquota base definita dal regime MFN (Most Favored Nation). Con l’introduzione della Section 301, invece, la norma stabilisce un tetto massimo complessivo fisso pari al 10%.
Un ridimensionamento che rappresenta un segnale politico ed economico tutt’altro che trascurabile.
Finora, la consueta cornice di proclami commerciali e “sparate” aggressive a cui la retorica protezionista di Donald Trump ci ha abituato. Ora, la misura dimostra come i reali ingranaggi normativi fanno poi i conti con la sostenibilità delle catene globali del valore.
Tra minacce di dazi punitivi e annunci ad alto impatto mediatico, il passaggio alla Section 301 mostra che la prassi amministrativa americana trova valvole di sfogo pragmatiste per non soffocare le importazioni strategiche.
Un caso pratico
Leggi tutte le news di Export
Per comprendere l’impatto economico della misura basta analizzare un caso pratico, come l’esportazione negli Usa di un compressore industriale con un dazio base MFN fissato al 4,2%.
Fino a pochi giorni fa, sommando al dazio base la quota aggiuntiva della Section 122, la pressione fiscale totale all’ingresso toccava il 14,2%. Con l’entrata in vigore della Section 301, il dazio integrativo viene ricalcolato al 5,8%, in modo da non superare la soglia massima del 10% complessivo.
Inoltre, per tutte le tipologie di prodotti che presentano già un dazio base MFN pari o superiore al 10%, azzerata la quota aggiuntiva prevista dalla Section 301. Lasciando applicata unicamente la tariffa base.
Rispetto alla precedente Section 122 e ai vecchi dazi reciproci IEEPA (che fissavano il tetto massimo al 15%), questo nuovo quadro normativo assicura così un netto ridimensionamento dei costi di importazione per le imprese.
Torna alle notizie in home