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Esteri

Iran e Usa continuano a trattare tra molte difficoltà

Tregua a rischio

di Ernesto Ferrante -


L’Iran ha presentato un nuovo piano in 14 punti, attraverso i mediatori pachistani, incentrato sui “negoziati per la fine della guerra e sulle misure di costruzione della fiducia da parte americana”. Una fonte vicina al team negoziale iraniano ha riferito che sono stati “apportati degli emendamenti”.

La linea del presidente dell’Iran Pezeshkian

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, nel corso di una riunione di funzionari governativi, ha sottolineato la necessità di parlare con chiarezza affermando che “non dobbiamo trasmettere false informazioni secondo cui il nemico sta crollando mentre l’Iran prospera: la verità che loro hanno problemi, e anche noi abbiamo problemi”.

Il controllo dello Stretto di Hormuz

La Repubblica islamica ha comunicato formalmente l’avvio delle attività del nuovo organismo per la gestione dello Stretto di Hormuz, creato a inizio maggio. “È attivo l’account ufficiale su X della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) – si legge in un post su X pubblicato anche in inglese – Seguiteci per aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz”.

Trump accusa Teheran di cambiare sistematicamente posizione

Gli iraniani “urlano in continuazione”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, nel corso di un’intervista a Fortune. “Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l’accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: ‘Ma siete pazzi?’”, ha rincarato la dose il tycoon. A Washington e Tel Aviv i falchi stanno spingendo per la ripresa della guerra.

Le mosse preventive del Pakistan

Il Pakistan ha schierato 8.000 soldati, aerei da combattimento e un sistema di difesa aerea in Arabia Saudita nell’ambito del patto di difesa reciproca firmato nei mesi scorsi. Tre funzionari e due fonti governative hanno confermato il dispiegamento.

Il caso della Global Sumud Flotilla

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è congratulato con le forze navali per aver intercettato le imbarcazioni della Flotilla diretta a Gaza, sostenendo che abbiano “sventato un piano malvagio”. Durissima la reazione della Turchia. “Noi invitiamo la comunità internazionale a prendere senza ritardi una posizione comune e determinata contro le azioni illegali di Israele”, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri turco in cui si denuncia il “nuovo atto di pirateria” contro la Global Sumud Flotilla.

Ankara chiede che lo Stato ebraico “fermi immediatamente il suo intervento e rilasci in modo incondizionato i partecipanti alla Flotilla fermati”. A bordo delle oltre 50 imbarcazioni salpate giovedì scorso da Marmaris vi sono cittadini di circa 40 Paesi.


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