Il Segretario della Guerra americano ai neo cadetti: niente ingegneria sociale, ma pronti a combattere
Il Segretario della Guerra statunitense Pete Hegseth ha tenuto il 23 maggio un durissimo discorso di fine anno ai diplomati dell’accademia militare di West Point (l’Accademia dell’Esercito statunitense), scagliandosi apertamente contro l’ideologia “woke” e le politiche di inclusione.
Hegseth ha parlato dell’esistenza di una politica volta a sminuire le Forze Armate e a macchiare lo spirito americano. Ha definito l’espressione: “La nostra diversità è la nostra forza” come la frase più stupida della storia militare.
“Non siete un esercito di uno solo e di certo non siete woke. Siete un esercito americano, un apparato militare di guerrieri” ha detto rivolgendosi ai 998 cadetti appena laureati, sottolineando che l’era del politicamente corretto, dei corsi sulla razza, sul genere e della Diversity, Equity, and Inclusion (DEI) all’interno del Pentagono e di West Point è ufficialmente terminata.
“Siete in forma, non grassi. Siete disciplinati, non distratti. Abbiamo visto leader deboli e ‘woke’ cercare di far sembrare West Point come una ‘Princeton woke’. Hanno abbracciato la mania del DEI (Diversity, Equity, Inclusion) e hanno cercato di introdurre studi sulla diversità e l’integrazione … Ma ora basta. L’ingegneria sociale e l’ideologia woke vanno bene per Harvard. Sul campo di battaglia non c’è posto per loro.”
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha poi criticato apertamente la rimozione dei monumenti storici, difendendo la memoria dei leader militari legati all’Accademia Militare degli Stati Uniti, indipendentemente dalla fazione in cui combatterono nella Guerra Civile.
Con le sue parole ha voluto proteggere la storia accademica di West Point, ricordando come l’istituzione abbia generato i più grandi geni militari americani dell’Ottocento tra cui Ulysses S. Grant (comandante delle forze dell’Unione) e Robert E. Lee (comandante dell’esercito confederato).
Il Segretario ha annunciato un ritorno al passato, focalizzato esclusivamente su disciplina ferrea, letalità e addestramento al combattimento, dove la vera forza è l’unione.
Nelle battute conclusive del suo discorso a West Point, ha poi concesso la tradizionale amnistia generale per le infrazioni minori commesse dai cadetti. È una consuetudine storica dei presidenti o degli alti funzionari in visita e riguarda violazioni del regolamento dell’accademia come ritardi, piccoli errori nella divisa, stanze disordinate, l’uso del cellulare fuori orario o il mancato rispetto del coprifuoco.
Hegseth ha quindi concluso il suo discorso portando ai 998 diplomati i saluti e le congratulazioni del Presidente Donald J. Trump.
Ed il presidente della classe dei cadetti a sua volta ha consegnato al Segretario della Guerra Pete Hegseth una spada cerimoniale, tipico regalo ufficiale.
I media progressisti hanno criticato aspramente i toni del discorso, giudicati “da propaganda” ed eccessivamente aggressivi per una cerimonia di laurea istituzionale. Al contrario, l’ala conservatrice e il Dipartimento della Guerra hanno considerato l’intervento come un giusto manifesto motivazionale.
Sostituendo la retorica dell’inclusione con la tradizione, il Pentagono traccia una linea di demarcazione netta tra l’ingegneria sociale delle università e il pragmatismo del campo di battaglia.
Una differenza chiara e precisa tra teoria e pratica. Nel campo di battaglia non si lanciano parole ma si pratica una guerra dura e letale.
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