L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Sciogliere AFD sarebbe un suicidio per la democrazia tedesca

Se AfD cresce, se sfiora la guida del Paese, la risposta democratica non può essere trovata nell’impedimento per gli elettori di affidarle il governo.

di Alessandro Scipioni -


Mille giuristi che invocano la messa al bando di Alternative für Deutschland non è solo un atto di debolezza istituzionale; è il segnale di un collasso culturale che rischia di trasformare la democrazia in una prigione autoritaria, con la scusa di preservarla dall’autoritarismo.

Pretendere di espellere dal perimetro della legittimità democratica un partito che aspira al governo, che raccoglie consensi stabili e che rappresenta milioni di cittadini, e che si è sempre democraticamente presentato alle elezioni ottenendo seggi, è un’operazione suicida che mostra in tutta la sua portata la desolante miopia della classe dirigente tedesca odierna.

​Il tentativo di risolvere le divergenze politiche per via giudiziale, escludendo dalla competizione elettorale chi ha il torto di incontrare il favore dell’elettorato, è uno stratagemma che non può trovare asilo in una democrazia compiuta. Non si combattono le idee, giuste o sbagliate che siano, con le aule di tribunale o con i divieti. Quando un’istituzione si sente in dovere di mettere a tacere il dissenso, dimostra implicitamente la propria incapacità di offrire risposte. Per essere chiari, non si può salvare la Repubblica compiendo un atto di squadrismo. Che esso sia fatto con il ricorso alle manganellate, o all’estromissione dalle schede elettorali è comunque soffocare idee portate avanti con metodi e mezzi democratici. Solo gli elettori possono decidere che un partito non abbia diritto alla rappresentanza. E possono farlo non votandolo.

​I partiti tradizionali, arroccati nei loro privilegi e sconnessi dalla realtà, guardano a chi chiede cambiamenti radicali come a una massa di bifolchi, ignorando che quel voto di protesta è, in realtà, la sirena d’allarme di un sistema che ha smarrito la propria funzione di rappresentanza. Chi sostiene che la democrazia si difenda vietando l’AfD, ignora che il risultato finale è l’esatto opposto; la radicalizzazione del consenso e la definitiva sfiducia nelle istituzioni.

​Quanto accaduto negli Stati Uniti con Trump avrebbe dovuto insegnare che le persecuzioni legali, i tentativi di esclusione e la demonizzazione dell’avversario non fanno altro che trasformare i bersagli in martiri e gli smottamenti in terremoti elettorali.

Germania: il rischio

In Germania, il rischio è di assistere a una spirale analoga. Se AfD cresce, se sfiora la guida del Paese, la risposta democratica non può essere trovata nell’impedimento per gli elettori di affidarle il governo. Servirebbe una seria autocritica di chi, fino ad oggi, ha preferito ignorare le ragioni del disagio sociale per poi invocare la legge come arma di distrazione di massa.

Questa esclusione poi è ancor più assurda in un paese come la Germania. Afd dovrebbe comunque governare in una coalizione. Non avrebbe mica autosufficienza.

​Non si può chiedere a milioni di cittadini di accettare che il loro voto sia considerato nullo o pericoloso. Li porterebbe davvero a voler la fine della fase democratica in Germania perché verrebbe, a buona ragione, ritenuta ormai sfociata in autocrazia.

Questa arroganza, tipica di chi crede di possedere l’unica verità democratica, è il vero nemico della libertà. Se la politica tedesca non ha più la forza di confrontarsi nel merito, significa che ha già fallito. E bandire l’AfD per paura del verdetto delle urne non è altro che la firma su un atto di resa definitiva.

PER TUTTE LE NEWS DI ESTERI


Torna alle notizie in home