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Scarti della Mela Annurca? Un elisir di bellezza e salute

Ogni anno, tra il 10% e il 35% di questi frutti viene destinato alla trasformazione industriale, lasciando dietro di loro una montagna di sottoprodotti considerati inutili

di Giorgio Brescia -


Il segreto di giovinezza della Mela Annurca: come i suoi “scarti” diventeranno il nuovo elisir di bellezza e salute.

Cosa si può ricavare dagli scarti della Mela Annurca?

C’è un segreto millenario che unisce i banchetti degli antichi romani ai laboratori di cosmetica e nutraceutica più avanzati d’Italia. Il segreto ha la forma tondeggiante e il colore rosso vivo della Mela Annurca Campana IGP, la regina indiscussa dei frutteti flegrei e vesuviani.

Ma il vero colpo di scena non riguarda ciò che mangiamo, bensì quello che finora abbiamo sempre buttato via. Bucce, torsoli e semi stanno per diventare i protagonisti di una vera e propria rivoluzione della bellezza e del benessere, grazie a un intrigo scientifico che profuma di bioeconomia circolare.

Il “dietro le quinte” dello spreco: la svolta del progetto Valmegrea

Ogni anno, tra il 10% e il 35% delle mele viene destinato alla trasformazione industriale, lasciando dietro di loro una montagna di sottoprodotti considerati inutili. Ma la scienza non ci sta. Nasce così Valmegrea, un progetto super innovativo nato dalla collaborazione tra gli scienziati dell’ENEA e l’azienda agricola Terra Nostra.

L’obiettivo? Trasformare gli avanzi della Mela Annurca in ingredienti naturali di altissima gamma, pronti a fare il loro ingresso trionfale nei mercati della cosmetica anti-age, degli integratori (nutraceutica) e dei super-food. Insomma, un vero e proprio “lifting” green che trasforma lo scarto in lusso.

Liofilizzazione e CO2 supercritica

Le tecnologie “hi-tech” che catturano i polifenoli. Come si fa a estrarre la giovinezza da un torsolo di mela? Qui il gossip si fa decisamente scientifico e affascinante. I ricercatori dell’ENEA stanno mettendo in campo due tecniche da veri agenti segreti della scienza:

La liofilizzazione. Una tecnica che disidrata a freddo i sottoprodotti, trasformandoli in polveri concentrate capaci di mantenere intatte tutte le proprietà nutrizionali e funzionali della mela originale.

L’estrazione. Una tecnologia “pulita” che permette di ricavare oli preziosi e molecole lipofile (come acidi grassi polinsaturi e polifenoli antiossidanti) senza lasciare la minima traccia di solventi chimici nel prodotto finale.

Estratti purissimi

Il risultato sono estratti purissimi, ricchi di composti bioattivi pronti a combattere i radicali liberi e a proteggere la nostra salute.

Dai laboratori di Napoli alla scalabilità industriale: la mela del futuro è servita. Le menti dietro a questo progetto, i ricercatori Enea Antonio Molino (ideatore) e Patrizia Casella (responsabile del progetto), stanno coordinando una mappa di laboratori d’eccellenza che va da Casaccia (Roma) e Trisaia (Matera) fino al Centro di Portici (Napoli).

Non si tratta solo di esperimenti su scala ridotta: l’obiettivo è rendere questo processo sostenibile dal punto di vista economico ed energetico, pronto per essere scalato a livello industriale. La Mela Annurca IGP si prepara così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia: non più solo un frutto prelibato, ma una miniera d’oro per il benessere del futuro.


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