“Spiagge d’oro”: l’immobilismo sulle concessioni balneari
Il settore genera un giro d'affari complessivo che supera i 33 miliardi di euro, Lo Stato complessivamente incassa per l'affitto dei suoi beni demaniali appena 110-115 milioni
Spiagge d’oro, in estate si accende come sempre la battaglia politica sulle concessioni balneari.
Spiagge d’oro
Ma per capire davvero perché l’Italia sia in un vicolo cieco bisogna guardare la realtà della nostra costa attraverso la lente, spietata, dei numeri ufficiali.
Il punto di partenza è il Sistema Informativo del Demanio, la grande anagrafe del nostro mare: lungo i circa 7.900 chilometri di coste dello Stivale sono mappate esattamente 12.166 concessioni balneari destinate a stabilimenti turistico-ricreativi. Se contiamo anche i porticcioli e i cantieri, il totale sfiora quota 26mila.
Il cortocircuito: lo Stato “a secco”
A stupire, il clamoroso cortocircuito tra quanto questo immenso patrimonio rende ai privati e quanto restituisce allo Stato. Il business delle spiagge in Italia è una macchina da soldi impressionante.
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Il settore genera un giro d’affari complessivo che supera i 33 miliardi di euro all’anno, spinto da oltre 400 milioni di presenze che affollano lettini e ombrelloni.
La nota dolente, le casse pubbliche. A fronte di questa ricchezza privata, lo Stato complessivamente incassa per l’affitto dei suoi beni demaniali appena 110-115 milioni di euro all’anno.
Ci sono stabilimenti storici che fatturano milioni di euro a stagione pur pagando allo Stato un canone d’affitto annuale che equivale al costo del noleggio di poche file di ombrelloni ad agosto.
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Da Bruxelles le procedure di infrazione
Questo squilibrio strutturale ha scatenato la rabbia di Bruxelles e le ripetute procedure di infrazione contro l’Italia per la violazione della famosa Direttiva Bolkestein.
Dopo una lunghissima stagione di rinvii e carte bollate, l’ultima riforma ha fissato una tabella di marcia che i sindaci delle città costiere sono obbligati a rispettare. Il vero collo di bottiglia, la guerra degli indennizzi.
La macchina è completamente bloccata a causa di un durissimo scontro economico in corso nei tavoli tecnici tra il governo e i sindacati dei balneari.
Non si trova la quadra, i Comuni esiteranno a pubblicare i bandi per paura dei ricorsi nei tribunali. Un limbo sospeso, l’eterno immobilismo nostrano.
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