Steven Mattaboni, il sub italiano divorato dallo squalo davanti agli amici in Australia
Il sub valtellinese di 38 anni è stato ucciso da uno squalo bianco durante una battuta di pesca a Rottnest Island
Steven Mattaboni aveva 38 anni, era originario della Valtellina ma da tempo viveva in Australia, nell’area di Perth, dove si era costruito una nuova vita tra lavoro, famiglia e mare. Nella comunità italo‑australiana era considerato un punto di riferimento. Appassionato di pesca, immersioni e attività all’aria aperta, ricopriva anche un ruolo di primo piano in un club locale di pesca sportiva. Chi lo conosceva lo descrive come una persona generosa, affidabile, sempre pronta a dare una mano e profondamente legata all’oceano che frequentava con grande esperienza.
La battuta di pesca a Rottnest Island
Il giorno della tragedia, Steven Mattaboni aveva raggiunto l’area di Rottnest Island per una battuta di pesca subacquea insieme ad alcuni amici. La zona, molto nota ai sub e ai pescatori sportivi, è considerata suggestiva ma non priva di rischi, proprio per la presenza di grandi predatori marini. Il gruppo si trovava in acqua a una certa distanza dalla costa, in prossimità di una scogliera e di una barriera corallina, quando la situazione è cambiata in pochi istanti. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si era appena immerso per iniziare la sessione di pesca quando uno squalo bianco di dimensioni importanti, stimato attorno ai cinque metri, lo avrebbe attaccato all’improvviso. L’animale avrebbe colpito in particolare la zona delle gambe, provocando ferite devastanti e una grande perdita di sangue immediata e fatale.
I soccorsi e la corsa contro il tempo
Gli amici presenti hanno assistito alla scena in stato di shock, ma sono riusciti a riportare Steven Mattaboni a bordo dell’imbarcazione e a rientrare verso la costa nel minor tempo possibile. Una volta a riva, sono scattati i soccorsi. Personale medico e paramedici hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, mentre un elicottero di emergenza è stato mobilitato per un eventuale trasferimento in ospedale. Nonostante gli sforzi prolungati, le ferite e l’emorragia si sono rivelate troppo gravi e per Steven non c’è stato nulla da fare.
Il dolore della famiglia e della comunità
La sua morte ha lasciato un vuoto enorme. In Australia lascia la moglie, Shirene, e due figlie molto piccole, oltre a parenti e amici in Valtellina che seguivano da lontano la sua vita all’estero. Il cordoglio è stato immediato sia nella comunità italiana di Perth sia nel suo paese d’origine, dove la notizia è rimbalzata con grande emozione. Molti lo ricordano come un uomo innamorato del mare, consapevole dei rischi ma sempre attento e preparato. Proprio questo rende la tragedia ancora più difficile da accettare. Un attacco improvviso, in pochi secondi ha spezzato la vita di un sub esperto durante quella che doveva essere una normale giornata di pesca.
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