Corinaldo, carcere per il gestore della discoteca della strage
Deve scontare 5 anni di reclusione
Un fermo immagine tratto da Sky tg24 mostrò il ragazzo che avrebbe spruzzato uno spray urticante all'interno della discoteca Lanterna Azzurra provocando il panico che poi portò alla morte di sei persone nella discoteca Lanterna Azzurra
A distanza di anni dalla drammatica notte che sconvolse Corinaldo, si aprono definitivamente le porte del carcere per uno dei principali responsabili della gestione della sicurezza della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo.
Corinaldo, otto anni dopo
I militari dell’Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione ufficiale emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Ancona. Un provvedimento a carico del gestore trentottenne del locale marchigiano, finito in carcere per la strage di Corinaldo. L’uomo, prelevato e accompagnato presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto. Dovrà espiare una pena detentiva residua e definitiva pari a 5 anni di reclusione per i tragici fatti avvenuti nel dicembre del 2018.
Il provvedimento restrittivo di oggi rappresenta l’epilogo giudiziario di una delle pagine più buie della cronaca nera recente.
La notte dell’8 dicembre 2018
All’interno della discoteca di Corinaldo, l’irrorazione di una sostanza urticante da parte della cosiddetta “banda dello spray al peperoncino” scatenò il panico tra la folla di giovanissimi in attesa del concerto del trapper Sfera Ebbasta.
Nel tentativo disperato di fuggire verso le uscite di sicurezza, il cedimento di una balaustra esterna provocò una drammatica calca. Persero la vita cinque adolescenti e una giovane mamma che aveva accompagnato la figlia all’evento. Feriti decine di altri ragazzi.
Le accuse al 38enne finito in carcere
Le accuse definitive per il trentottenne condotto in carcere dai carabinieri comprendono i reati di omicidio colposo plurimo e crollo di costruzioni o altri disastri dolosi.
Le indagini e i successivi gradi di giudizio hanno accertato le gravi carenze strutturali del locale. Accertati il superamento sistematico della capienza massima consentita rispetto ai biglietti venduti e le gravi omissioni nel piano di sicurezza.
La magistratura di Ancona ha così confermato la piena responsabilità dei gestori nella mancata prevenzione dei rischi. Una condotta colposa che ha tragicamente amplificato gli effetti della folle azione della banda criminale che utilizzava lo spray per compiere rapine di collanine d’oro all’interno delle discoteche.
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