Il contractor italiano Alex Pineschi ucciso in Ucraina
Professionista in vari teatri di guerra, da anni era impegnato in un'unità tattica nel Donbass
Il conflitto in Ucraina fa registrare una nuova vittima italiana sul fronte caldo del Donbass: il contractor Alex Pineschi, quarantatreenne originario della Spezia ed ex alpino, è rimasto ucciso durante i combattimenti sul campo di battaglia.
Morire in Donbass
La notizia della sua scomparsa è stata ufficializzata nel pomeriggio dall’associazione di volontariato Memorial attraverso una nota di cordoglio diffusa sui canali social. I volontari hanno voluto rendere omaggio al combattente spezzino definendolo “un fratello” che prestava servizio per la difesa del Paese e manifestando profonda gratitudine per il suo operato sul fronte bellico.
Pineschi era una figura molto nota ed esperta nel settore della sicurezza privata internazionale e impegnato come contractor in vari teatri di guerra complessi.
Subito dopo l’inizio dell’invasione su larga scala da parte della Russia, il quarantatreenne aveva deciso di partire come volontario per supportare la resistenza di Kiev.
Nel corso delle sue più recenti operazioni sul territorio ucraino, aveva formalizzato un legame contrattuale con l’8° Reggimento per le operazioni speciali delle forze armate ucraine. Lì venendo integrato in una specifica unità tattica di prima linea denominata Team Green Badgers. Secondo le ricostruzioni dei fatti, il contractor italiano avrebbe perso la vita a causa di un micidiale attacco condotto tramite droni Fpv nemici nell’area strategica di Liman.
La biografia del contractor Pineschi
La biografia del professionista spezzino racconta una lunga carriera spesa all’interno di scenari geopolitici altamente instabili ed estremamente rischiosi. Prima di giungere in Ucraina, l’ex alpino aveva combattuto attivamente nel nord dell’Iraq per contrastare l’avanzata delle milizie terroristiche dell’Isis.
In quella circostanza si era occupato dell’addestramento militare sul campo dei reparti peshmerga legati alle forze ufficiali della Regione Autonoma del Kurdistan iracheno.
Quella dura esperienza era stata raccolta e documentata dallo stesso Pineschi all’interno di un volume autobiografico intitolato “Peshmerga – Di fronte alla morte”. Al primo erano seguiti altri due libri focalizzati sul mondo della sicurezza e sulle sue personali competenze come esperto di tiro di precisione.
Indagato e prosciolto
Il suo passato operativo all’estero aveva suscitato in passato anche l’interesse della magistratura italiana. Nel 2017, in seguito al suo rientro dal teatro mediorientale, la Procura della Repubblica della Spezia aveva avviato un’indagine formale a suo carico con il sospetto di violazione delle norme internazionali sul mercenarismo.
L’intero procedimento giudiziario si era tuttavia concluso con una richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero e accolta dal giudice, poiché le indagini avevano ampiamente dimostrato la natura puramente volontaria e non mercenaria del suo impegno a fianco dei peshmerga.
La morte di Pineschi ripropone il fenomeno dei cittadini italiani impegnati in prima linea nei ranghi dei reparti speciali in territorio ucraino.
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