“Disgelo”, il podcast che racconta cosa succede in Artico
Il progetto punta a raccontare le trasformazioni ambientali, sociali e politiche di una regione geografica strategica
“Disgelo” è il podcast dell’Artico. L’informazione geopolitica e scientifica italiana si arricchisce di un nuovo strumento multimediale dedicato a una delle aree più strategiche del pianeta.
Tutte le notizie di un’area strategica
Osservatorio Artico, la testata giornalistica che dal 2018 monitora le dinamiche del Grande Nord, ha annunciato il lancio ufficiale di “Disgelo”, il suo primo format in podcast.
Con una cadenza mensile, il progetto editoriale punta a raccontare le trasformazioni ambientali, sociali e politiche di una regione geografica tradizionalmente considerata periferica, ma che oggi rappresenta a tutti gli effetti un crocevia cruciale per gli equilibri globali, le nuove rotte commerciali marittime e i rapporti di forza tra le grandi potenze mondiali.
“Disgelo” racconta l’Artico
La conduzione e la narrazione del programma audio sono state affidate ad Anna Veronica Cretì, esperta del settore, che guiderà gli ascoltatori attraverso dossier, approfondimenti e testimonianze dirette. La scelta del titolo “Disgelo” racchiude in sé una triplice chiave di lettura giornalistica.
Fa riferimento al fenomeno fisico della fusione dei ghiacci polari accelerata dal cambiamento climatico. Richiama il gergo diplomatico utilizzato storicamente per descrivere l’allentamento delle tensioni geopolitiche internazionali. Infine, simboleggia la volontà di accorciare la distanza culturale ed emotiva che separa il pubblico mediterraneo dalle tematiche dell’estremo nord.
Non solo dati
Il format si distacca dalla rigida analisi quantitativa dei dati per dare spazio alla dimensione narrativa e alle sfumature, combinando la divulgazione scientifica con il reportage.
All’interno delle puntate, già disponibili per il primo episodio su tutte le principali piattaforme di distribuzione streaming, troveranno spazio molte voci. Parleranno ricercatori sul campo, esploratori e rappresentanti delle comunità indigene che abitano l’Artico da secoli.
L’obiettivo, illustrare in modo accessibile e senza toni allarmistici l’impatto diretto che i mutamenti del Polo Nord esercitano sulla vita quotidiana e sulle strategie economiche dell’intera comunità internazionale. Compresa l’Italia, che vanta una storica tradizione di ricerca scientifica in quelle latitudini.
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