Pirlo e le scommesse: l’attacco Pd, la memoria corta dem
Ora, l'affondo sulle scommesse. Mai osteggiate quando ne minava il sistema il Movimento 5Stelle
Nazionale, il “caso Pirlo” accende la politica: lo scontro sulle scommesse e la nuova mina nel campo largo.
Pirlo non è ancora ct della Nazionale e…
Non ancora ufficialmente seduto sulla panchina della Nazionale, ma Andrea Pirlo già al centro di una bufera, o quasi.
L’ipotesi di vedere l’ex campione del mondo alla guida degli azzurri — maturata dopo il tramonto della suggestione Pep Guardiola — sta infatti scatenando l’inizio di un vero e proprio cortocircuito politico.
A prendere (equi)distanza dalla gestione dell’operazione da parte del presidente Figc Giovanni Malagò il ministro per lo Sport, Andrea Abodi.
Abodi ha storto il naso di fronte al “sogno” Guardiola lanciato sui giornali senza garanzie. E definita la virata su Pirlo una mossa su cui solo i risultati potranno esprimersi: «Sarà il campo a dire se è stata una scelta lungimirante o un azzardo».
I rilievi più duri dall’opposizione
Mauro Berruto, responsabile Sport del Pd ed ex ct dell’Italvolley, con l’Adnkronos solleva dubbi sia sul profilo tecnico sia, soprattutto, sull’opportunità etica della nomina.
Le perplessità di Berruto: la gestione e il nodo del provider russo
Berruto marca nettamente la differenza tra il ruolo di allenatore di club e quello di ct.
E sottolinea come l’occasione per uno “sguardo esterno” (come sarebbe stato con un profilo internazionale) sia sfumata per mancanza di una vera visione sistemica di lungo periodo.
Leggi tutte le news di Sport
L’affondo
L’affondo principale, sull’immagine: Pirlo figura infatti come testimonial di un provider di scommesse sportive di matrice russa, Fonbet.
Un ruolo che Berruto definisce “un imbarazzo” incompatibile con la carica di ct azzurro.
«Io e il Partito Democratico – dice non saremo mai su nessun compromesso per l’utilizzo della forma delle scommesse sportive o alle loro pubblicità. Il fatto che sia russo è un’aggravante. Mi auguro con tutto il cuore che, se Pirlo fosse scelto, la prima cosa che farà sarà rinunciare a questo ruolo».
La “sveglia” del Pd sulle scommesse: la memoria corta del Nazareno
L’intransigenza ostentata oggi dai dem sul tema del betting e dei suoi legami con il sistema calcio apre però un inevitabile interrogativo storico ed esplicita una certa memoria selettiva.
Se oggi il Pd si riscopre inflessibile custode della purezza dello sport contro le sirene del gioco d’azzardo, la cronaca parlamentare e di governo degli ultimi dieci anni racconta una storia molto diversa.
L’era dei governi dem Renzi-Gentiloni
Sotto le gestioni a guida Pd, il settore delle scommesse non è mai stato ostacolato, ma inserito a pieno titolo nel gettito erariale dello Stato per far quadrare i bilanci pubblici.
In quegli anni, la presenza di marchi di betting sulle maglie dei club di Serie A e nelle interruzioni pubblicitarie degli eventi sportivi era la norma.
Leggi tutte le news di Politica
Lo scontro sul Decreto Dignità del 2018
Il pugno di ferro contro le sponsorizzazioni delle scommesse e il divieto assoluto di pubblicità non nacquero da un’iniziativa dem ma dal Decreto Dignità del 2018, “fortemente voluto” – come qualcuno dice – dal Movimento 5Stelle.
All’epoca, il Pd si trovava all’opposizione e criticò aspramente quella misura, giudicando il ban totale come un provvedimento punitivo per i bilanci del calcio e inefficace nella lotta alla ludopatia.
La recente fermezza del Pd contro la reintroduzione del betting nel calcio rappresenta dunque una completa inversione rispetto al passato.
Un’altra mina sulla fragile strada del campo largo
Questo repentino cambio di passo dei dem non è solo un dettaglio di colore politico-sportivo. Andando a toccare un tema identitario per il Movimento 5Stelle — che del contrasto all’azzardopoli ha fatto per anni una bandiera fondativa — l’atteggiamento del Pd rischia di suonare poco credibile agli occhi degli ormai ex grillini.
Ricordare che furono proprio i dirigenti dem a “flagellare” la norma anti-scommesse del M5S nel 2018 rende la convergenza di oggi oggettivamente friabile.
Nel complicato cantiere per la costruzione di un campo largo unitario, anche la scelta del nuovo ct e la retorica sulle scommesse sportive finiscono per trasformarsi nell’ennesima mina vagante. Pure questa pronta a far saltare i già delicati equilibri tra Schlein e Conte?
Torna alle notizie in home