Doppio attacco di Kiev a San Pietroburgo: fiamme al terminal petrolifero
Droni in azione mentre si apre il Forum economico russo. Il porto nel mirino
Kiev ha colpito: dall’Ucraina attacco a San Pietroburgo proprio mentre è in corso il forum economico russo. L’azione delle forze armate è stata confermata dal presidente Volodymyr Zelensky. Nel mirino è finito il terminal petrolifero dell’ex capitale russa. Si tratta di un’operazione che vuole rispondere ai bombardamenti russi sulla capitale che hanno mietuto vittime, tra morti e feriti, nel corso degli ultimi giorni. E che ha un evidente significato simbolico oltre che politico.
Kiev attacco a San Pietroburgo
L’operazione è uno smacco per Mosca e per il Cremlino. Il forum economico russo è un appuntamento tra i più importanti per la politica. E venerdì sarebbe previsto l’intervento dello stesso Vladimir Putin. Su Telegram, Zelensky ha confermato l’attacco di Kiev su San Pietroburgo. “Importati obiettivi sul territorio russo”, secondo il presidente, sarebbero “stati colpiti”. Tra questi proprio il terminal petrolifero locale, definito da Zelensky come una “installazione dell’industria petrolifera russa che alimenta la guerra”. L’operazione è avvenuta nella notte.
La reazione della città
A San Pietroburgo l’operazione di Kiev è diventato, fin da subito, il tema principale. Sui social e in rete sono apparsi filmati e foto che testimoniavano l’accaduto. Colonne di fumo nero e denso si sono levate dal porto dove si trova il terminal. Un’infrastruttura decisiva per l’economia russa dal momento che riceve e spedisce prodotti petroliferi via fiume, ferrovia e su strada, e vanta un volume di movimentazione stimato di 12,5 milioni di tonnellate all’anno. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, in particolare dal governatore Aleksandr Drozdenko, stamattina sono stati abbattuti 50 droni nella regione. A causa dell’attacco di Kiev, i voli all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo hanno subito interruzioni.
La replica del Cremlino
Il doppio attacco di Kiev a San Pietroburgo ha fatto infuriare il Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha riferito che Mosca proseguirà nelle “risposte sistematiche” agli attacchi ucraini. Insomma, l’escalation s’è innescata. E chissà dove porterà.
Torna alle notizie in home