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Esteri

Intesa sulla tregua in Libano ma Hezbollah respinge l’accordo

di Redazione -


Un nuovo tentativo di tregua in Libano prende forma grazie alla mediazione degli Stati Uniti. Il quarto round di colloqui si è concluso con un’intesa per il rinnovo della tregua tra le parti. La circostanza è considerata da molti osservatori un passo significativo verso una possibile de-escalation del conflitto. L’accordo prevede l’istituzione di una serie di zone di sicurezza “pilota” nel sud del Libano. In queste aree sarà vietata la presenza di militanti di Hezbollah, con l’obiettivo di ridurre il rischio di scontri lungo la frontiera e creare le condizioni per un cessate il fuoco più stabile.

Cosa prevede l’intesa

Secondo la dichiarazione congiunta diffusa al termine dei negoziati, la tregua sarà subordinata alla “completa cessazione dei fuochi da parte di Hezbollah” e all’evacuazione di tutti i suoi combattenti dalle aree situate a sud del fiume Litani, zona considerata strategica per la sicurezza israeliana. Il presidente libanese Joseph Aoun ha accolto con favore l’accordo, definendolo “l’ultima opportunità per raggiungere un cessate il fuoco definitivo e globale” con Israele. Sulla stessa linea il primo ministro Nawaf Salam, che ha difeso la scelta del dialogo nonostante le critiche interne. “Non era l’unica opzione a nostra disposizione, ma era la migliore”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di evitare un ulteriore deterioramento della situazione.

Hezbollah boccia l’intesa sulla tregua in Libano

Tuttavia, la tregua appare tutt’altro che consolidata. Nelle stesse ore in cui veniva annunciata l’intesa, l’esercito israeliano ha proseguito le proprie operazioni nel sud del Libano, emettendo nuovi ordini di evacuazione per alcune aree considerate a rischio. Ancora più dura la posizione di Hezbollah. Il movimento sciita ha respinto apertamente i termini dell’accordo, sostenendo che qualsiasi intesa credibile debba partire dal ritiro completo delle forze israeliane da tutto il territorio libanese. I negoziati condotti dal governo di Beirut sono stati bollati come “vergognosi”. L’idea è che l’accordo rappresenti una “resa” e una “sconfitta” per il Libano. Pressioni arrivano anche dall’Iran. I Pasdaran hanno infatti avvertito che non potrà esserci una pace stabile nella regione senza il ritiro delle forze israeliane dal Libano.


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