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Attualità

Tra Hormuz e Bce, l’Ue verso la decrescita (infelice)

I dati choc di Eurostat: il Pil Ue vacilla ma i dati italiani reggono

di Maria Graziosi -


Il sogno di qualcuno (purtroppo) si sta avverando: l’Europa si avvia verso la decrescita, infelice. I dati Eurostat inchiodano il Vecchio Continente al segno meno. Il Pil del primo trimestre è sceso dello 0,1% nell’area dell’Ue. Le speranze di crescita, per quest’anno, si dimezzano a uno striminzito (rispetto alle prospettive e alle previsioni) 0,7%. Il tasso di crescita annuo, a fronte dell’1,2% degli ultimi tre mesi dell’anno passato è crollato al +0,3%. Se non è il disastro, poco ci manca. Giusto qualche altro giorno. Prima che, alla prossima riunione dell’Eurotower, la Bce deciderà di assestare la mazzata finale all’Europa che lavora, produce e tenta (ancora e nonostante tutto) di fare impresa aumentando i tassi di interesse. E se in questo scenario horror si può iniziare a tremare, l’Italia da parte sua può contare su qualche certezza in più. L’Istat, ieri, ha pubblicato le prospettive economiche del Paese. Il Pil crescerà dello 0,7%, meglio delle attese.

C’è un argine alla decrescita (infelice)?

Ma, dicono gli analisti di via Cesare Balbi, l’occupazione inizierà a segnare il passo. La crescita, dopo anni in cui si son macinati record su record, procederà un po’ più a rilento (da +1,3% a +0,7%). E non potrebbe essere altrimenti, tutto considerato. L’inflazione, però, può salire fino a sfiorare il 3% (2,9%) per poi rientrare, nel 2027, intorno al 2%. Numeri, questi, che preoccupano davvero (solo) Francoforte. E che giustificheranno la mazzata sul denaro che ci inguaierà tutti. L’attenzione è, fatalmente, tutta rivolta alla Bce. L’aumento ci sarà e i consumi, già fermi, si ghiacceranno. E si innescherà la solita parabola, quella che ha già azzoppato la Germania. Ma il rigore contabile è salvo. Magra, magrissima consolazione.


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