L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

La minaccia (non) fantasma di Lagarde terrorizza gli italiani

Un film già visto: la Bce fa paura, i mercati sperano nella fine della guerra ma l'80% delle famiglie già "paga" il conto dell'ennesima crisi

di Cristiana Flaminio -


La minaccia fantasma: Christine Lagarde appare in tv da Fabio Fazio. E terrorizza gli italiani: come Samara (non confondetela con la bella e brava Samira) si mostra in video e senza nemmeno il bisogno di telefonare esprime la sua sentenza. I giorni non son sette, bontà sua ce ne darà qualcuno in più, ma se la Bce alzerà i tassi lo sapremo “l’11 giugno”. Il segreto di Pulcinella, l’incertezza sparsa a piene mani alla vigilia della riapertura dei mercati. Meno male che la finanza, di quanto ha da dire la signora Lagarde, poco se ne cale. E, difatti, per le Borse del Vecchio Continente son più importanti le notizie che arrivano dal fronte della guerra in Medio Oriente. Le fumate di pace, per quanto grigie, innescano il (solito) meccanismo della speranza. Il petrolio caracolla, gli affari riprendono slancio, precipita pure lo spread (in apertura a Milano era, pronti via, sotto i 72 punti).

Christine Lagarde: la minaccia (non) fantasma

Bene, certo. Ma non benissimo. Perché, in tv, Samara Lagarde ha pure detto che l’Italia non deve nemmeno immaginare di poter ottenere una deroga al Patto di Stabilità. Pare brutto, poi. Già, proprio così. “Abbiamo regole in termini di bilancio e di debito e di deficit – ha sorriso la Civetta dell’Eurotower -, abbiamo dei processi che funzionano (sic!) e dobbiamo operare all’interno di queste regole”. E chissenefrega se, come ha tuonato Giorgetti, si creerebbero distorsioni pesanti tra gli stessi Paesi membri della Ue. “Se le regole valgono per tutta Europa e vengono seguite correttamente, allora automaticamente i mercati apprezzeranno e capiranno che questo o quest’altro paese è un paese nel quale investire perché il rischio non esiste”. Eterna Lagarde: vent’anni, per lei, son passati senza torcere un capello a convinzioni più durature (e deleterie…) dell’amianto. Se fosse davvero come dice la governatrice della Bce non si spiegherebbe perché i mercati, invece, continuino ad acquistare Treasury americani a fronte di un debito pubblico che cresce più forte e famelico del “blob” che terrorizzò i cinema degli anni ’50.

“Uomini siate, non pecore matte”

E poi, vuoi mettere che non si fa certo una bella figura. “È importante agire tutti insieme, come europei, anziché cercare percorsi diversi – ha detto – i nostri nemici sarebbero entusiasti di una frammentazione”. In tempi di politicamente corretto guerrafondaio, è come se l’anti-Beatrice di Francoforte sibilasse, riattualizzandola all’era nostra, la citazione: “Uomini siate, non pecore matte: sicché il putiniano tra voi, di voi, non rida”. Ecco. Smessi i panni (anti) danteschi, Christine torna la Samara che è vaticinando una crescita inferiore all’1%, ricordandoci che occorre investire in armi e grigioverde, rassicurandoci, a modo suo: “Siamo passati da una crisi all’altra e abbiamo sempre reagito”. Ecco, questo è il guaio. Come ha reagito l’Eurotower, capace di interpretare una crisi energetica come l’occasione propizia per stroncare quel poco di competitività che c’era ancora in Europa.

L’appello di Fi: “Ci facciamo male tutti coi tassi alti”

Pronta a replicare l’incubo. Ci vediamo l’11 giugno. Non son sette giorni ma fa più terrore lei. Forza Italia ci prova, per non lasciar nulla di intentato, a esorcizzare il dramma, a convincere la Bce a non alzare i tassi con un appello di Alessandro Cattaneo che ricorda ai banchieri centrali come una scelta del genere finirebbe per far più danni (a imprese e famiglie) che altro. “Chiediamo alla Banca Centrale Europea di ripensarci perché un innalzamento dei tassi di interesse risulterebbe in questo momento un ulteriore aggravio su famiglie e su categorie già esposte”, ha detto l’esponente azzurro a Voce Libera. Non lo ascolterà nessuno, a Francoforte.

L’indagine Altroconsumo

Di fronte all’ennesimo film dell’orrore, gli italiani già tremano. La minaccia (non più) fantasma di Christine Lagarde rischia di aggiungere ulteriori elementi di preoccupazione a un quadro già deprimente. Un’inchiesta di Altroconsumo riferisce che l’80 per cento (sì, avete letto bene) dei cittadini ha già subito un impatto (“almeno moderato”) dal caos mediorientale sulle proprie finanze. La percentuale cala, ma resta alta, tra chi accusa difficoltà nel ménage familiare (38%) e il 44% già ha sperimentato i problemi legati ai viaggi. Finita qui? Macché. Se è vero che gli italiani iniziano a nutrire sfiducia nell’affidabilità commerciale degli amici americani, sale (e sembra inarrestabile) lo scetticismo rispetto alle strategie di Bruxelles. Quasi un italiano su due (49%) ritiene che l’Unione europea non abbia né stia reagendo in maniera appropriata alla valanga di dazi, minacce e contumelie che piovono sulla testa degli Europei da qualche anno. È sempre la stessa storia: forti coi deboli, deboli coi forti. La minaccia (non) fantasma di Lagarde in tv per gli italiani diventa una parodia di Scary Movie al cospetto di Trump, Bessent e della Casa Bianca.


Torna alle notizie in home