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Esteri

Almasri condannato in Libia: 7 anni e 4 mesi

di Paolo Stefani -

Il generale libico Njeem Osama Almasri Habish in una foto senza data pubblicata dalla piattaforma fawaselmedia.com


Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria di Osama Najeem Almasri, l’ex comandante libico noto per il suo ruolo nella gestione del carcere di Mitiga. Il tribunale penale di Tripoli lo ha condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione per violazioni dei diritti dei detenuti commesse all’interno di una struttura penitenziaria della capitale.

La sentenza, riportata da diversi media libici, prevede anche la sospensione della capacità giuridica dell’ex generale e la privazione dei diritti civili per l’intera durata della pena e per l’anno successivo alla sua conclusione.

Almasri condannato: l’indagine

Il procedimento è il risultato di un’indagine avviata dalla Procura generale libica dopo numerose segnalazioni relative ad abusi e maltrattamenti nei confronti dei detenuti. Già nel novembre 2025 le autorità giudiziarie avevano annunciato il rinvio a giudizio di Almasri, che nel frattempo era stato posto in custodia cautelare.

L’inchiesta ha riguardato in particolare la morte di un detenuto avvenuta all’interno dell’Istituto di correzione e riabilitazione di Tripoli e le presunte violazioni subite da almeno dieci prigionieri. Le accuse mosse nei confronti dell’ex comandante si inseriscono in un quadro più ampio di contestazioni per gravi violazioni dei diritti umani.

Il caso Almasri

Il nome di Almasri è noto anche a livello internazionale per il caso che, all’inizio del 2025, provocò tensioni tra il governo italiano e la Corte penale internazionale. Ricercato dall’Aia per presunti crimini di guerra e contro l’umanità, il generale era stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025.

Tuttavia, due giorni dopo, la Corte d’Appello ne dispose la liberazione a causa di un vizio procedurale. Secondo quanto emerso, l’arresto era stato eseguito senza che la Corte penale internazionale avesse trasmesso preventivamente gli atti al Ministero della Giustizia italiano. Nello stesso giorno del rilascio, Almasri venne rimpatriato in Libia con un volo di Stato.

La vicenda suscitò forti polemiche sia in Italia sia a livello internazionale. Successivamente, nel novembre 2025, il generale fu nuovamente arrestato in Libia grazie alla collaborazione tra le nuove autorità di Tripoli e la Corte penale internazionale.

Nonostante la condanna pronunciata dal tribunale libico, il procedimento davanti alla Corte dell’Aia resta aperto. La Cpi dovrà infatti valutare se il processo celebrato in Libia riguardi gli stessi fatti contestati a livello internazionale. E se rispetti i requisiti previsti dal principio di complementarità della giustizia internazionale.


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