Scandalo Covid, Conte riferisca in commissione
Giuseppe Conte non deve più sottrarsi alla commissione Covid: deve testimoniare, perché gli italiani hanno il diritto di conoscere la verità. La pandemia è stata il momento più drammatico della storia recente del Paese. Come minimo, dunque, ogni scelta compiuta in quei mesi deve poter essere ricostruita fino in fondo, senza reticenze e senza zone d’ombra. Le ultime rivelazioni sulle forniture di mascherine acquistate dalla Cina – con documenti che, secondo quanto riportato dalla stampa, presenterebbero anomalie rilevanti e che si inseriscono in una vicenda già al vaglio degli inquirenti – rendono ancora più urgente fare piena luce.
Non si tratta di un regolamento di conti politico, come insinua il Movimento 5 Stelle, di cui Conte, ex premier all’epoca della pandemia, è il leader. Si tratta del rispetto dovuto ai cittadini che hanno pagato (molti con la vita) il conto di un’emergenza senza precedenti e agli operatori sanitari che, in quei mesi, hanno rischiato la vita confidando che lo Stato mettesse a loro disposizione dispositivi sicuri e certificati. E invece Conte che fa? Si sottrae alla commissione parlamentare d’inchiesta, preferendo contestarne legittimità e impostazione.
Ci verrebbe da pensare che chi ha guidato il governo nel momento più delicato della storia recente della Repubblica dovrebbe essere il primo ad avere interesse a ricostruire ogni passaggio amministrativo e politico, offrendo la propria versione dei fatti al cospetto delle istituzioni. Altrimenti, dovremmo pensar male. La Commissione non è un tribunale e un’audizione non equivale a una condanna. È il luogo nel quale chi ha assunto decisioni pubbliche può spiegare, chiarire, rispondere. Rinunciare a quel confronto significa lasciare spazio ai sospetti e alimentare inevitabilmente il dubbio che si voglia evitare un contraddittorio pubblico su vicende che continuano a emergere e a porre interrogativi.
Stiamo parlando di tre fatture false nella partita da 1,2 miliardi di euro in mascherine false dalla Cina. Saranno la magistratura e gli organi competenti a stabilire eventuali responsabilità. Ma sul piano politico il dovere della trasparenza viene prima di tutto. Conte continua a sostenere di aver agito nell’interesse del Paese durante una fase eccezionale – e nessuno nega che lo sia stata. Proprio per questo, però, se si rivendicano i risultati di quella stagione, bisogna accettare anche il confronto sulle sue (tante) ombre.
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