Di nuovo alta tensione in Forza Italia
Proprio non c’è pace in Forza Italia dove la tensione torna a crescere. Nel partito, infatti, ancora si consumano gli strascichi di quella che, immaginata da tanti come una rivoluzione, si è poi rivelata essere più che altro una contenuta rivolta. Gli scontenti dell’attuale gestione del movimento azzurro sono riusciti a ottenere il cambio dei capigruppo alla Camera e al Senato, ma non a incidere significativamente sulla struttura e sull’organizzazione del partito. Tra i punti in discussione c’era infatti anche il nodo dei congressi. In più di una regione, da Nord a Sud, sul tema la contrapposizione è stata fin da subito palpabile. E in diverse realtà, come Lombardia e Campania, si registra ancora una certa agitazione. Sarà perché questa modalità di selezione della classe dirigente non fa parte del dna di Forza Italia o, forse, perché la ‘leggerezza’ delle proprie dinamiche interne è riuscita negli anni a imporsi come un punto di forza, sta di fatto che sui congressi sono fin da subito emersi forti mal di pancia.
Il congresso in Lombardia
C’è chi li voleva addirittura far saltare, ma alla fine sono stati confermati. Anche se con una tabella di marcia meno serrata rispetto a quella immaginata inizialmente. Una sorta di compromesso per agevolare il confronto interno e, soprattutto, per facilitare una mediazione utile a fare in modo che tutte le varie anime del partito fossero adeguatamente rappresentate a partire dai territori. Eppure, nonostante i buoni propositi, non tutto è filato liscio. Ne è un esempio eclatante il caso della Lombardia dove a uscire trionfante dal congresso regionale è lo scontento. Il successo ampiamente annunciato di Alessandro Sorte, frutto di un tesseramento accuratamente seguito in prima persona dal diretto interessato proprio per conquistare la poltrona più alta di Forza Italia Lombardia, ha fatto riaffiorare i malumori che già avevano accompagnato tutto l’iter che ha portato alla celebrazione del congresso.
Se il pluralismo è solo a parole
Si è subito puntato il dito, infatti, verso quello che la minoranza azzurra vede come il mancato rispetto dell’accordo che ha portato Sorte al vertice del movimento lombardo. E, addirittura, riferiscono fonti del partito, del documento unitario che lui stesso ha sottoposto ai delegati. Quattro pagine, firmate da Sorte di proprio pugno, nelle quali abbondano i riferimenti alla necessità di un partito plurale, di un confronto costruttivo e di garantire un’adeguata rappresentanza alla minoranza. Per qualcuno, però, si tratta solo di belle parole che non trovano riscontro nei fatti. Nonostante a ricoprire il ruolo di vice segretario vicario ci sia Alessandro Cattaneo. La prima vittima nel marzo del 2023, quando ricopriva l’incarico di capogruppo alla Camera, delle epurazioni organizzate dalle truppe di Tajani con lo zampino determinante del gruppetto del quale fa parte proprio Sorte.
L’attacco a Cristina Rossello
L’attenzione va, dunque, spostata altrove e più precisamente al cuore di Forza Italia in Lombardia, ovvero Milano. Qui il partito è rappresentato da Cristina Rossello, indicata già a suo tempo direttamente da Silvio Berlusconi – che la candidò anche come capolista alla Camera in Lombardia – e poi più volte riconfermata dai congressi cittadini. Non un dettaglio da poco. Ma anche la fotografia della distanza tra il nuovo e il vecchio corso di Forza Italia, quello che in tanti rimpiangono. La sensazione è che, chiusa la parentesi congressuale regionale, chi ne è uscito vittorioso abbia messo nel mirino anche la segreteria cittadina. Probabilmente, sia in vista delle ormai prossime elezioni per il sindaco di Milano, sia nell’ottica delle politiche. Entrambi appuntamenti rispetto ai quali i segretari territoriali del partito avranno voce in capitolo e dovranno sedersi ai tavoli con gli alleati della coalizione.
Tensione in Forza Italia a Milano
Non è un caso, quindi, che subito dopo l’assise azzurra siano state fatte filtrare notizie secondo cui il ruolo di Cristina Rossello sarebbe in bilico. Indiscrezioni che Cattaneo bolla come “pettegolezzi tesi a dividere”, oltretutto, indirizzati a una figura che “nei fatti ha la fiducia del partito”. Nel mucchio è stato buttato addirittura Giulio Gallera, che qualcuno ha ritenuto di indicare come sostituto della attuale segretaria cittadina. Ma non solo il diretto interessato ha smentito categoricamente ogni velleità, ha fatto anche quadrato attorno alla Rossello tessendone le lodi. E a fargli eco è Graziano Musella, coordinatore dell’area metropolitana di Milano, che ha evidenziato come il tentativo di delegittimare Cristina Rossello provenga da fonti anonime e false. La minoranza, al momento, almeno in Lombardia, sembra dunque tenere. Ma resta il fatto si è già tentato di colpirla generando nuova tensione in Forza Italia.
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