Bologna, scontri al corteo per Fakir: guerriglia urbana in centro
È degenerato in una vera e propria guerriglia urbana con violenti scontri il corteo organizzato a Bologna per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir. Quella che era iniziata come una protesta si è trasformata in una lunga notte di violenze tra manifestanti e forze dell’ordine. Il bilancio provvisorio parla di almeno 11 feriti lievi, tra agenti e partecipanti al corteo. Senza contare gli ingenti danni al patrimonio pubblico e privato. Nel corso della manifestazione sono stati lanciati bottiglie e altri oggetti contro gli agenti. La polizia ha fatto ricorso anche agli idranti per contenere i disordini. Durante gli scontri sono state infrante diverse vetrine, divelte transenne e distrutti arredi urbani. Prese di mira anche le biciclette del servizio di bike sharing, utilizzate dai manifestanti per improvvisare barricate. Non sono mancati danni ai locali della zona, con sedie e tavolini lanciati contro le forze dell’ordine.
Auto incendiate e scritte contro la polizia
Momenti di particolare tensione si sono registrati quando almeno due automobili sono state incendiate. Su una delle vetture vandalizzate è comparsa la scritta “Guardie assassine”, mentre sui muri della città sono apparse frasi come “Omicidio di Stato 20/7/26”. Nel corso dei tafferugli un giovane è stato fermato e fatto salire su una camionetta della polizia, episodio che ha provocato nuove proteste da parte dei manifestanti presenti. A prendere nettamente le distanze dalle violenze è stato Fabio Anselmo, avvocato che assiste i familiari di Fakir. “Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir”, ha dichiarato il legale. Secondo l’avvacota, gli episodi di violenza rappresentano una grave strumentalizzazione della vicenda e finiscono per danneggiare proprio chi chiede trasparenza sull’accaduto.
Dagli scontri al corteo di Bologna alle indagini sulla morte di Fakir
Le forze dell’ordine stanno ora analizzando immagini e filmati della serata per identificare i responsabili degli atti vandalici e delle aggressioni. Parallelamente proseguono le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir. La magistratura è infatti impegnata per ricostruire l’accaduto e fare luce sui motivi che hanno provocato il decesso del 43enne. La notte di Bologna si chiude così con un pesante bilancio di feriti, devastazioni e tensioni. Mentre la richiesta della famiglia resta quella di ottenere verità e giustizia attraverso il lavoro deli inquirenti, senza che il dolore venga trasformato in occasione di scontri e violenze.
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