Una 65enne massacrata dal branco di minorenni a Macerata
L’aggressione nella notte a Casette Verdini ha scatenato l’indignazione dell’intera comunità, ora per questi delinquenti pene esemplari.
Notte di violenza inaudita a Casette Verdini di Pollenza, in provincia di Macerata. Una donna di 65 anni è stata brutalmente aggredita da un branco di minorenni, ragazzi tra i 14 e i 16 anni, dopo aver chiesto di fare meno rumore sotto casa. Erano circa le tre del mattino quando la donna, svegliata da schiamazzi e motorini che sfrecciavano nella via, si è affacciata alla finestra. Ha chiesto ai giovani di abbassare la voce e di rispettare il riposo dei residenti. Uno di loro le avrebbe urlato con fare minaccioso “scendi che ti sfondo” invitandola a scendere in strada.
La dinamica: circondata, picchiata e travolta da uno scooter
La 65enne decide di scendere, convinta di poter chiarire la situazione. In pochi istanti viene circondata dal gruppo. La tensione sale, le parole lasciano spazio alla violenza. La donna viene spinta, poi colpita con calci e pugni, trascinata sull’asfalto. Durante l’aggressione, uno scooter le passa sulle gambe, aggravando ulteriormente le ferite. La vittima tenta di leggere una targa, ma viene colpita anche alle mani. La scena si consuma in pochi minuti, ma lascia segni profondi sul corpo e sulla comunità.
Le condizioni della donna e il ricovero in ospedale
La 65enne viene soccorsa e trasportata all’ospedale di Macerata. I medici riscontrano sette costole fratturate e un polmone perforato, oltre a numerose contusioni. Le condizioni sono serie, ma la donna non è in pericolo di vita. Resta comunque ricoverata e sotto stretta osservazione.
Minorenni identificati e quartiere sotto osservazione
Sulla vicenda indagano i Carabinieri, che hanno già identificato diversi minorenni ritenuti coinvolti nell’aggressione. Si stanno analizzando le telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze per ricostruire ogni dettaglio. Il quartiere di Casette Verdini era già noto per schiamazzi notturni, motorini rumorosi e piccoli atti di vandalismo. L’episodio riaccende il tema della violenza giovanile e del senso di impunità che può accompagnare alcuni gruppi di ragazzi.
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