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Cronaca

Uccisa a martellate: arrestato il nipote di una 89enne

Indagini serrate sul brutale omicidio di Altino. Il giovane era ospite della nonna come avveniva ogni estate

di Daniel Walker -


Uccisa a martellate in casa ad Altino: arrestato il nipote 25enne per l’omicidio dell’anziana nonna.

Uccisa a martellate: in carcere il nipote

Un grave fatto di cronaca ha sconvolto la comunità di Altino, in provincia di Chieti. Un’anziana di 89 anni, Gilda Di Giuseppe, trovata morta nella serata di mercoledì all’interno della sua abitazione in contrada Briccioli. La donna, rinvenuta brutalmente uccisa a colpi di martello alla testa.

Per il delitto i carabinieri di Lanciano hanno arrestato il nipote convivente della vittima, Alessandro Carminucci, 25 anni, con l’accusa di omicidio volontario. Il giovane, però, non ha ancora ammesso la sua responsabilità.

La dinamica dei fatti e l’allarme

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, l’allarme era scattato in seguito a una drammatica sequenza di telefonate. Il 25enne avrebbe contattato una zia residente all’estero subito dopo il fatto. La parente ha poi tempestivamente allertato il numero unico di emergenza 112.

All’arrivo dei soccorritori del 118 e dei militari nell’abitazione, per la donna non c’era ormai più nulla da fare.

Sul corpo dell’anziana sono stati rilevati gravi traumi cranici compatibili con ripetuti colpi sferrati da un martello.

Il profilo del giovane e le indagini

Il nipote 25enne, uno studente universitario fuori sede residente a Roma, si trovava in Abruzzo per trascorrervi un periodo di vacanza estiva. Ospite nell’abitazione della nonna, come era solito fare durante i rientri in paese.

All’arrivo delle forze dell’ordine, il giovane è stato trovato all’esterno della casa in evidente stato di confusione.

Condotto dapprima in caserma per essere ascoltato dagli inquirenti, nei suoi confronti è scattato l’arresto con il successivo trasferimento in carcere.

Gli accertamenti della Procura di Lanciano

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Lanciano. Gli investigatori escludono l’ipotesi di una rapina o dell’intervento di terzi estranei, L’attenzione degli inquirenti, tutta concentrata sull’ambito familiare.

Il movente dell’aggressione resta al momento sconosciuto,. La pista principale porta all’ipotesi di un improvviso e violento litigio esploso tra i due all’interno delle mura domestiche.

La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima per definire con esattezza le cause del decesso e fornire ulteriori riscontri tecnici all’inchiesta.

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