Draghi e le proteste: “Aspettative bloccate, nessuno ascolta i giovani”
L'ex governatore Bce la tocca piano e poi aggiunge: "In Italia e Francia, tra un anno, ci sono le elezioni"
Mario Draghi la tocca piano: le proteste dei giovani hanno un solo elemento in comune e cioè il “blocco delle aspettative”. Detta un po’ più chiara: i ragazzi non trovano lavoro, nessuno li ascolta e così iniziano a far casino. Nella speranza che qualcuno presti un po’ di attenzione alle loro istanze. Da New York, dove l’ex banchiere centrale europeo nonché già premier italiano ha preso parte a un podcast di Bloomberg, arriva l’analisi. Che pesa come un macigno sulle classi dirigenti europee. A ogni livello.
Draghi, le proteste e la rabbia dei giovani
Sulle proteste, Draghi parte da un tema centrale: “La spiegazione più solida risiede, a mio avviso, nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti”. E dunque aggiunge: “La maggior parte delle persone desidera crescita e giustizia sociale o meglio, una crescita accompagnata da giustizia sociale. Per i giovani, la giustizia sociale si traduce in giustizia intergenerazionale”. Da qui a sfasciare le piazze però ce ne corre e di sicuro l’ex premier non giustifica violenze e saccheggi. Si concede, però, il lusso di tentare un’analisi più ampia.
Il nodo della politica
Draghi, poi, ritiene che a giocare un ruolo nelle proteste sia pure il momento politico che si respira nei due Paesi in cui le manifestazioni di piazza hanno causato più problemi. E cioè Italia e Francia. “C’è un elemento che accomuna” questi paesi è cioè “il fatto che, l’anno prossimo, si terranno delle elezioni di estrema importanza”. Mai come in questo caso, come cantavano gli Abba, The winner takes it all. E nessuno si può permettere di perdere. Né a Parigi, né a Roma. Tantomeno a Madrid.
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