Al via nuovi colloqui trilaterali per la pace. Arrestato l’ex ministro ucraino Halushchenko
A Ginevra incontro tra le delegazioni di Washington, Mosca e Kiev
L’agenda dei colloqui di oggi sull’Ucraina, a cui prenderanno parte a Ginevra delegazioni di Washington, Kiev e Mosca, “sarà più ampia” rispetto a quella delle trattative, in due diverse sessioni, di Abu Dhabi. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che si discuterà anche di territori. “Questa è la ragione per cui è richiesta la presenza del nostro capo negoziatore, Vladimir Medinsky”, ha aggiunto Peskov. Negli Emirati Arabi Uniti a guidare la squadra russa, di alto livello “militare”, era stato il direttore del Gru, Igor Kostyukov.
L’impegno Usa per i colloqui
Da Budapest Marco Rubio ha evidenziato che gli Stati Uniti sembrano essere “l’unica nazione sulla Terra” in grado di portare rappresentanti ucraini e russi “al tavolo per parlare”. “Non voglio insultare nessuno, ma le Nazioni Unite non sono in grado di farlo, non c’è un altro Paese in Europa che è stato in grado di farlo”, ha dichiarato il segretario di Stato americano rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban.
L’azione di mediazione del tycoon è stata riconosciuta da Orban
“Noi non siamo cercando di imporre un accordo a nessuno – ha continuato il capo della diplomazia statunitense – non stiamo cercando di costringere nessuno ad accettare un accordo che non vogliono. Vogliamo solo aiutarli, perché pensiamo che sia una guerra incredibilmente dannosa, incredibilmente distruttiva”. Rubio ha sottolineato che Donald Trump ha speso “una enorme quantità di tempo e capitale politico” per porre fine alla guerra in Ucraina.
L’impegno del tycoon è stato riconosciuto da Orban: “Se Donald Trump fosse stato il presidente degli Stati Uniti questa guerra non sarebbe mai scoppiata. E se lui non fosse il presidente allora non avremmo avuto nessuna chance di mettere fine alla guerra con la pace”. Il premier ha affermato di “continuare a sostenere gli sforzi di pace” del tycoon, ribadendo che il suo Paese “rimane pronto” ad offrire Budapest come sede di un vertice di pace, se dovesse essere possibile.
La Russia avanza sul terreno in Ucraina
La Russia ha rivendicato il controllo di due località nella regione di Sumy e nel Donetsk, nell’est dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa russo, sono state conquistate le località di Pokrovka, nella regione di Sumy, e Minkivka, nel Donetsk.
Gli attacchi ucraini hanno colpito nella notte scorsa diversi obiettivi militari importanti nelle zone controllate dai russi negli oblast di Donetsk, Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk. A farlo sapere è stato lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, precisando che i raid hanno preso di mira aree dove erano concentrate le truppe russe, nonché un centro di comunicazioni e una base di controllo droni.
L’allarme lanciato da Zelensky
La Russia starebbe preparando “un attacco massiccio” contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. A lanciare l’allarme è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per Zelensky, serve un pressing continuo sui russi, perché “Putin non sarà fermato con baci e fiori”, e vanno offerte al suo Paese “garanzie di sicurezza chiare”, perché solo in questo modo, a suo avviso, si può porre fine alla guerra, che sta per entrare nel quarto anno.
Nel frattempo, il presidente ucraino ha dato istruzioni ai vertici militari e di Ukrenergo affinché venga ulteriormente rafforzata la sicurezza dei siti considerati a rischio, “tenendo conto delle informazioni di intelligence sui preparativi da parte della Russia per un attacco massiccio”. Prioritaria viene considerata la fornitura di missili per la difesa aerea.
Arrestato l’ex ministro ucraino Halushchenko
L’ex ministro dell’Energia ucraino Herman Halushchenko è stato accusato di riciclaggio di denaro e coinvolgimento in un gruppo criminale nell’ambito del grande scandalo di corruzione che ha travolto la cerchia di Zelensky. Halushchenko, ministro dell’Energia dal 2021 al 2025, successivamente nominato ministro della Giustizia nel luglio 2025, è stato arrestato mentre cercava di fuggire dall’Ucraina a bordo di un treno. Lo ha annunciato l’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) dell’Ucraina. L’ex ministro è stato indagato dalla Nabu nel controverso caso che coinvolge la società nucleare statale Energoatom. Altri otto sospettati sono stati incriminati e Timur Mindich, stretto collaboratore del presidente ucraino, sarebbe la “mente” del sistema criminale.
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