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Alla ricerca della longevità

Con Giovanni Ciallella founder SirtLife alla scoperta delle novità su nutrizione, genetica e ciò che ci aspetta

di Giovanni Vasso -


La longevità non è un tabù. Né un lusso da milionari. No. È una sfida con se stessi, è una ricerca continua che combina il sapere antico e tradizionale con le più recenti e affascinanti conquiste della scienza e della tecnologia. Vivere cento anni non è mica impossibile. La sfida, oggi, resta sempre quella di vivere a lungo ma se possibile di farlo in piena salute. Le prospettive e i traguardi raggiunti, oggi, sono già importanti. Il lavoro di medici, scienziati, analisti, ricercatori è assai promettente e ogni giorno riserva sorprese. Scoperte che possono cambiare, davvero, le vite di ognuno di noi. Senza, per questo, dover spendere un patrimonio né tantomeno costringersi a trattamenti lunghi, pesanti o estenuanti.

La longevità non è più un tabù

Giovanni Ciallella è il founder di SirtLife, azienda che è in prima linea nei campi della nutraceutica avanzata, dello studio della longevità e della prevenzione personalizzata. Segnatevele bene, queste parole. Sembrano difficili ma dovremmo farci l’abitudine. Questo è il futuro della medicina. E promette davvero di rivoluzionare tutto. Una ricerca che parte da un assioma, da un punto fermo, un imperativo che ci consegna la tradizione grecoromana: conosci te stesso. Questo è il principio alla base della medicina predittiva. Si parte da un campione di saliva da cui trarre Dna e si ricostruisce l’intera mappatura del proprio genoma. Ciò consente di andare a vedere se ci sono predisposizioni a malattie di ogni sorta, difetti genetici che possono far insorgere problemi di ogni tipo, dall’alopecia fino a patologie oncologiche.

Prima della prevenzione

Una volta fatto il punto della situazione, dopo aver conosciuto quali sono i propri punti di forza e le aree da tenere sotto controllo, si può partire con le cure. Attenzione, però. Qui non si parla della prevenzione che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi decenni. Ma di qualcosa che, se possibile, arriva ancora prima. Insomma, conoscendo i propri problemi, si può lavorare, con l’alimentazione e l’integrazione, a limitare anche l’insorgere dei sintomi. E, anche nei casi più gravi, si può scegliere di intervenire per tempo. Ricordate l’attrice Angelina Jolie? Anni fa, agli albori della medicina predittiva, decise di farsi asportare entrambe le mammelle perché, dall’esame incrociato di dati fisici e genetici, era risultata ad altissimo rischio di tumore al seno. Quella notizia fece scalpore, sollevò dibattiti importanti anche tra medici e ricercatori. Ma, quel che importa (davvero) è che la Jolie oggi non solo è viva e vegeta ma è in ottima salute.

I tre pilastri della medicina di domani

I pilastri della medicina del futuro, come racconta Ciallella a L’identità, sono sostanzialmente tre. La medicina predittiva, l’integrazione e la nutraceutica, l’editing genetico. In sostanza, i test che ci dicono chi siamo. Conosci te stesso, per dirla con l’insegnamento dei greci antichi. “Con lo spinoff myGenetiX, avvalendoci di quattro grossi laboratori europei, che fanno sequenziamento genetico, noi riusciamo a intercettare circa 500 predisposizioni genetiche tra mutazioni e polimorfismi”, spiega Ciallella. In pratica, il nostro corpo diventa un libro aperto. Non resta, a noi, che leggerne il libretto di manutenzione. Che sta, chiaramente, nella dieta e gli accorgimenti da prendere e osservare per evitare sintomi e disturbi che, altrimenti, sarebbero inevitabili. Siamo ciò che mangiamo, ammoniva il padre della medicina Ippocrate. Alimentazione, certo.

L’importanza della (vera) integrazione

Ma pure integrazione. Occhio, però. Perché non vale assumere sostanze di cui, poi, il corpo si libera alla prima occasione. “Sirtlife – racconta il suo fondatore – produce molecole protettive altamente biodisponibili”. Tra queste ci sono le sirtuine, il cui ruolo fondamentale per contrastare ossidazione e infiammazione, fenomeni alla base dell’invecchiamento, è stato scoperto e reso noto dal genetista David Sinclair. Inoltre, racconta Ciallella, sono già disponibili integratori capaci di aiutare il dimagrimento e combattere la fame, in special modo quella nervosa. Ritrovati che si basano su una scienza moderna, per quanto attiene all’assimilazione, e a quella tradizionale: dall’ashwaghanda fino alle arance. Infine l’ultima frontiera del glutatione: non più iniettabile ma assumibile per via orale. Senza perdere nessuno dei suoi benefici in termini di purificazione del corpo.

Le frontiere meravigliose dell’editing genetico

Il terzo pilastro non è certo meno affascinante dei primi due. Un filone che è agli inizi ma appare molto promettente, quello dell’editing genetico. “La genetica in questo campo sta facendo passi da gigante. Probabilmente nei prossimi mesi, o forse tra qualche anno, molte persone che non sentono o che non vedono potranno tornare a farlo”, svela Ciallella. Che aggiunge. “Attraverso la genetica e le staminali, ai pazienti con la retina distrutta o danneggiata potrà essere ripristinata la retina, insieme al nervo ottico. Ciò vale anche per gli organi dell’udito”. Ciò che ci appare oggi una meraviglia domani può essere già realtà. Ma è di fondamentale importanza prendere coscienza del fatto che la cura parte, innanzitutto, da noi. “Ci vuole autoconsapevolezza, guardarci dentro per capire come siamo fatti. Comprendere che, ogni giorno, siamo bombardanti da tante sostanze contaminanti. Se riuscissimo almeno su ciò su possiamo esercitare noi, sulla scelta di cosa mangiare per esempio, scegliendo nutrimenti di alta qualità, quelli giusti per noi e per la nostra peculiare condizione, ecco, potremmo vivere meglio”. In fondo è proprio questo l’obiettivo. La longevità, da sola, non basta. Occorre viverla in salute. E Ciallella, della longevità sana, ne fa una missione: “Noi vorremmo arrivare a dare a tutte le persone una cassetta degli attrezzi, una serie di strumenti per vivere meglio, più a lungo. E questo, sia chiaro, non è uno slogan ma è proprio ciò che vorremmo fare”.


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