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Amarcord o flop? La Rai resuscita Canzonissima con Milly Carlucci

Riuscirà a far ballare il Tuca Tuca alla Generazione Z o sarà solo un'operazione museo?

di Dave Hill Cirio -

Milly Carlucci nel corso della presentazione di Canzonissima


Dopo 51 anni di silenzio, il sipario dell’Auditorium del Foro Italico sta per rialzarsi su un pezzo di storia: sabato 21 marzo torna su Rai 1 Canzonissima. A raccogliere l’eredità pesantissima di mostri sacri come Mina, Corrado e Raffaella Carrà è Milly Carlucci, la “generale” della Tv di Stato che ha voluto questo progetto per colmare il vuoto lasciato dal sabato sera post-Sanremo.

La vision Rai: operazione nostalgia o strategia?

Non è un caso isolato, ma una scelta editoriale precisa della Rai targata 2026: il ritorno ai “Grandi Marchi”. L’obiettivo sembraè duplice. Da un lato, rassicurare il pubblico fedele – gli over 60 – con un titolo iconico. Dall’altro, intercettare i giovani attraverso un cast “ibrido”.

La Carlucci ha infatti arruolato nomi trasversali. Da una parte i pilastri evergreen Riccardo Cocciante, Fausto Leali ed Enrico Ruggeri. Dall’altra spuntano Elettra Lamborghini, Michele Bravi e Leo Gassmann.

I motivi del ritorno: la sfida a “Maria la Sanguinaria”

Dietro il ritorno di Canzonissima, la necessità della Rai di schierare un “peso massimo” contro il serale di Amici di Maria De Filippi su Canale 5.

Milly Carlucci ha cambiato le regole: non gareggiano i cantanti ma le canzoni. Ogni puntata avrà un tema – per esempio “La canzone che avrei voluto scrivere” – . Lo show trasformato in una sorta di “Sanremo permanente” che punta tutto sull’emozione e meno sulla competizione feroce.

Polemiche e gossip da dietro le quinte

Le acque sono tutt’altro che calme. La prima polemica riguarda l’esclusione di grandi nomi inizialmente “corteggiati” ma che avrebbero dato forfait, come Patty Pravo e Massimo Ranieri. Pare, per divergenze sul meccanismo di voto.

Inoltre, sul web i puristi gridano al “sacrilegio”. Molti temono che il format perda la sua anima di varietà puro per trasformarsi in un “Ballando con le stelle” canoro, con tanto di giuria dei “Magnifici 7” (tra cui spiccano Simona Izzo e Pierluigi Pardo) pronta a lanciare frecciatine in nome dell’audience.

Chi vincerà la sfida?

Il target è il “cuore pulsante” delle famiglie italiane, ma il rischio è l’effetto déjà vu. Riuscirà Milly a far ballare il Tuca Tuca alla Generazione Z o sarà solo un’operazione museo? Lo scopriremo tra poche ore.


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