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Attualità

Arriva la nuova legge contro le frodi alimentari

Vita durissima per i furbetti: nuovi reati, pene rafforzate e sanzioni salatissime

di Giovanni Vasso -

CARABINIERI CARABINIERE NAS CONTROLLO FARMACEUTICO CONTROLLI


Ci sarà ancora meno da scherzare: è entrata in vigore, da qualche settimana, la nuova legge contro le frodi alimentari. Si tratta della legge 75 del 2026 e prevede, oltre a una sostanziale ristrutturazione dell’impalco sanzionatorio e alla definizione di reato, pure diverse nuove fattispecie. Sarà punito, in maniera ancora più rilevante rispetto alle precedenti normative, anche l’italian sounding. E, va da sé, le sanzioni saranno aggravate se, a essere violati, saranno beni e prodotti tutelati da marchi Dop e Igp.

La nuova legge sulle frodi alimentari

La fattispecie di reato prevede la pena della reclusione dai due mesi e fino a un anno. Sarà punibile, invece, con la reclusione da 3 a 18 mesi (con multa fino a 20mila euro) l’utilizzo improprio, anzi abusivo, di indicazioni “anche figurative” che possano indurre il consumatore in inganno. La riforma “parte” dalle normative europee e le rafforza. È di chiarissima ispirazione comunitaria la multa commisurata al fatturato dell’impresa che sia “pizzicata” in comportamenti che possano concretizzare l’ipotesi di reato che rientrano tra le frodi alimentari. La sanzione amministrativa, in questo caso, non sarà inferiore a 6mila euro e potrebbe raggiungere pure i 48mila euro. Tuttavia il legislatore ha scelto di applicare, in taluni casi, la stangata legata al 3% del fatturato annuo. Un po’ come, a Bruxelles, s’è deciso di fare per rintuzzare la protervia dei Big Tech digitali. In questo caso, il limite massimo è fissato a 150mila euro. Un capitolo (nemmeno troppo) a parte è destinato alla tutela del comparto lattiero-caseario. Non si potranno vendere prodotti vegetali utilizzando terminologie che strizzano l’occhio alla milk economy. Niente formaggi, né “latti” di sorta. Non è, a livello Ue, una grossa novità. Era già partita quest’altra forma di tutela nel 2013 ma, fino a qualche tempo fa, non era stata da parte dell’Italia prevista alcuna sanzione a questo genere di claim commerciali.  

Da un capo all’altro della filiera

I controlli, e le responsabilità, si estendono da un capo all’altro della filiera agroalimentare. Dai produttori, per intendersi, fino ai somministratori e quindi bar, ristoranti e via discorrendo. Tra le altre novità c’è pure la questione della solidarietà. In pratica, alimenti e bevande che finiscono sotto sequestro (ma che, naturalmente, siano in buono stato e non nocivi alla salute pubblica) verranno consegnati direttamente agli enti caritatevoli per farli giungere a chi ne ha bisogno.

Perché è importante

Il tema delle frodi alimentari è di stringentissima attualità per un Paese, come l’Italia, che ha una fortissima vocazione agroalimentare e un patrimonio di eccellenze da tutelare. Basta poco, a volte, per fregare i consumatori. Lucrando, in maniera indebita, sul prestigio delle produzioni nazionali. Indebolendo, con lo spaccio di prodotti di bassa qualità, la fiducia dei consumatori nei presidi tutelati della produzione nazionale. L’olio d’oliva, per esempio. All’inizio di giugno, nel Salento, è stata scoperta un’organizzazione dedica all’import di prodotti esteri che poi sarebbero figurati come “made in Italy”, con tanto di (presunte) bolle di origine Ue. È un affare vero: l’operazione, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Lecce e condotta dai militari della Guardia di Finanza, ha permesso di sgominare un traffico di olio che avrebbe fruttato, sul mercato, qualcosa come tre milioni di euro a fronte dell’importazione di 300 tonnellate di prodotti di qualità assolutamente mediocre (per dire poco). Ecco, la nuova legge tende a limitare (e stroncare) proprio questi fenomeni.


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