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Ceuta invasa dai migranti. La Spagna allerta l’esercito, l’Italia pronta a stop Schengen

Nelle ultime ore si è registrato un afflusso massiccio: oltre 1.500 persone — giunte a nuoto aggirando i frangiflutti, a bordo di materassini o varcando le barriere di confine — sono riuscite ad accedere alla città autonomo-spagnola

di Angelo Vitale -


Emergenza migranti a Ceuta: la Spagna invia l’esercito e l’Italia valuta lo stop a Schengen.

Ceuta invasa dai migranti dal Marocco

L’enclave spagnola di Ceuta, sulla costa nordafricana al confine con il Marocco, è ripiombata in una grave crisi migratoria ed emergenza umanitaria.

Nelle ultime ore si è registrato un afflusso massiccio: oltre 1.500 persone — giunte a nuoto aggirando i frangiflutti, a bordo di materassini o varcando le barriere di confine — sono riuscite ad accedere alla città autonomo-spagnola. Molti di loro, festanti sotto gli occhi delle telecamere.

Di fronte al collasso delle strutture locali di accoglienza e ai presidi sanitari saturi, sia Madrid sia Roma sono intervenute con contromisure straordinarie.

La mossa di Madrid: mobilitato l’esercito a Ceuta

Per riportare l’ordine e rafforzare il controllo della frontiera marittima e terrestre, il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha disposto l’immediato dispiegamento delle forze armate a supporto della Guardia Civil e della Policía Nacional.

I militari affiancheranno gli agenti nel pattugliamento dei punti più vulnerabili della costa (come la spiaggia di Tarajal e il valico di Benzú) per fronteggiare la «valanga umana» denunciata dai residenti e dalle forze dell’ordine locali.

La reazione di Roma: Palazzo Chigi valuta lo stop a Schengen

L’improvvisa escalation a Ceuta ha spinto il governo italiano a prevenire possibili ripercussioni sui flussi migratori secondari diretti verso il resto d’Europa.

Fonti ufficiali di Palazzo Chigi hanno confermato che l’Italia sta valutando la sospensione temporanea del Trattato di Schengen nei confronti della Spagna.

La misura consentirebbe il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera su passeggeri e vettori provenienti dal territorio spagnolo per evitare rimbalzi sulle frontiere nazionali.

Il precedente storico: la crisi dei “10mila” del maggio 2021

La situazione odierna richiama alla memoria quanto accaduto tra il 17 e il 19 maggio 2021, quando Ceuta fu teatro della più grave crisi di confine della sua storia recente.

In sole 48 ore, oltre 8.000-10.000 persone (tra cui circa 1.500 minori) entrarono nell’enclave. Quell’evento non fu spontaneo, ma la conseguenza diretta di un braccio di ferro diplomatico tra Spagna e Marocco

Il caso Ghali

Madrid aveva accolto in un ospedale spagnolo per motivi di salute Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario (movimento che si batte per l’indipendenza del Sahara Occidentale dalla sovranità marocchina).

Lo stop ai controlli

Per ritorsione politica, la polizia di frontiera marocchina allentò improvvisamente i controlli di confine, consentendo a migliaia di persone di avanzare a nuoto e a piedi verso il suolo spagnolo senza alcun filtro.

Anche nel 2021 Madrid schierò l’esercito ed effettuò respingimenti rapidi sulla spiaggia. Così consacrando quell’episodio come uno dei primi e più eclatanti casi di utilizzo politico dei flussi migratori alle porte dell’Unione Europea.

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