L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

Auto e Ai: la rivoluzione che può cambiare la mobilità e le città

Le stime indicano che l’introduzione su larga scala di robotaxi potrebbe ridurre in modo significativo incidenti, emissioni e numero di veicoli privati in circolazione

di Giorgio Brescia -


L’Ai, uno dei principali motori di trasformazione dell’industria dell’auto. Sta ridisegnando non solo la produzione dei veicoli ma anche il modo in cui persone e aziende si muovono ogni giorno.

Ai e auto

Il settore della mobilità si colloca oggi al secondo posto per livello di maturità nell’adozione dell’Ai, subito dopo il comparto tecnologico. E segnala una accelerazione senza precedenti verso la guida autonoma e la digitalizzazione delle flotte aziendali.

Secondo le stime emerse nel corso dell’evento “Ai: innovazione al servizio della sicurezza e mobilità accessibile”, promosso a Roma da Best Mobility, lo sviluppo della guida autonoma potrebbe generare in Italia fino a 6,1 miliardi di euro di benefici complessivi entro il 2050.

Un impatto che riguarda non solo l’industria automobilistica, ma anche sicurezza stradale, sostenibilità ambientale e gestione dei trasporti urbani.

L’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano

In primo piano l’automotive, tra i settori più avanzati nell’adozione dell’Ai lungo tutta la filiera. Dalla progettazione dei veicoli alla produzione, fino alla vendita e ai servizi post-vendita.

In questo contesto, oltre la metà dei consumatori italiani mostra già una percezione positiva dell’Ai applicata alle auto, riconoscendo vantaggi concreti come maggiore sicurezza, riduzione dei consumi e manutenzione predittiva.

La guida autonoma

Parallelamente, la diffusione della guida autonoma sta diventando un tema sempre più concreto. Circa il 54% degli italiani si dichiara favorevole all’utilizzo di veicoli autonomi, soprattutto nei percorsi urbani e ripetitivi. Le stime indicano che l’introduzione su larga scala di robotaxi e mobilità autonoma potrebbe ridurre in modo significativo incidenti, emissioni e numero di veicoli privati nelle città.

Non mancano però le criticità percepite. Tra le principali preoccupazioni emergono il rischio di malfunzionamenti dei sistemi software, la perdita di controllo del veicolo e la vulnerabilità ai cyberattacchi, elementi che evidenziano come la fiducia nell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità sia ancora in fase di costruzione.

Il fronte industriale

Sul fronte industriale, l’Ai viene sempre più vista come uno strumento strategico per le flotte aziendali e la mobilità delle imprese. L’analisi dei dati consente infatti di ottimizzare costi, percorsi e consumi, migliorando l’efficienza complessiva dei sistemi di trasporto.

Allo stesso tempo, il quadro normativo europeo, con l’AI Act, introduce nuove regole su sicurezza e responsabilità, aprendo il dibattito sull’equilibrio tra innovazione e competitività globale.

La sfida per l’Italia e per l’Europa sarà quindi doppia. Da un lato sfruttare le opportunità dell’intelligenza artificiale nella mobilità, dall’altro garantire un ecosistema regolatorio capace di non rallentare lo sviluppo tecnologico e l’adozione industriale delle nuove soluzioni.


Torna alle notizie in home