Agli Azzurri serve spirito identitario prima ancora del Ct
Non capiamo di calcio e capiamo l’esigenza della nuova gestione della Figc di ripartire alla grande con un nome forte come commissario tecnico della Nazionale. Perché serve discontinuità, serve ridare slancio e fare hype, come si dice oggi. Nei giorni scorsi, mentre tutti gli italiani si sono scoperti Ct – e ora già criticano il nuovo allenatore Andrea Pirlo – avevamo voluto dire la nostra, invitando a scegliere un allenatore italiano, senza rincorrere i big stranieri.
L’ideale, avevamo scritto, sarebbe stato avere Carlo Ancelotti, ma il Ct del Brasile non era interessato. Ecco, il punto è proprio questo: far parte del progetto Nazionale dovrebbe essere motivo d’orgoglio, in cima alle preferenze dei nostri tecnici e calciatori. Ma così non è, evidentemente. Per ritornare grandi, per poterci qualificare ai prossimi Europei – dicono gli esperti – servono soldi, strutture, serve investire sui talenti nostrani. Tutto vero, tutto giusto. Ma innanzitutto serve infondere spirito identitario. Agli ultimi Mondiali si sono qualificate squadre tecnicamente inferiori agli Azzurri. Ma ce l’hanno fatta, perché ci credevano.
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