Senza sicurezza non c’è libertà
“La cosa più preziosa che abbiamo è la nostra libertà. Quella libertà non esiste senza sicurezza”. Sono parole della premier Giorgia Meloni che facciamo nostre, perché la libertà non è una chimera né un concetto astratto, bensì un’esperienza concreta e quotidiana. È la libertà di abbassare la saracinesca del proprio negozio senza il timore di una rapina. È quella di una ragazza che rientra a casa dopo una serata con gli amici senza il terrore di essere aggredita. È il diritto di attraversare una stazione, un parco, una piazza senza trasformare ogni gesto quotidiano in un calcolo del rischio. Sono libertà così abituali, naturali che purtroppo vengono date per scontate. Ma non lo sono, anzi.
La sicurezza – si sa – diventa importante, fondamentale soprattutto quando manca. Un’aggressione, una rapina, un episodio di violenza finiscono in prima pagina e alimentano il dibattito pubblico. Ma è molto più difficile raccontare tutti quei reati che non sono stati compiuti perché qualcuno ha vigilato, prevenuto, dissuaso. Qualcuno ha protetto qualcun altro rischiando la propria vita.
La Meloni in tal senso ha evocato un’immagine efficace: “Fa più rumore l’albero che cade della foresta che cresce”. La sicurezza dunque è un parametro essenziale con cui misurare la qualità di una democrazia, perché è un diritto fondamentale dei cittadini. Certo, deve convivere con le garanzie, con i diritti, con il rispetto della legge e della persona. Ma è difficile immaginare una società davvero libera se i cittadini rinunciano a vivere gli spazi comuni per paura, se alcune periferie si riducono a lande desolate sotto scacco della criminalità. Se, peggio ancora, la presenza dello Stato non viene percepita sempre e comunque. Ecco perché la sicurezza è la chiave (così come la certezza della pena).
Ogni intervento riuscito, ogni reato evitato, così come ogni arresto e ogni sentenza di condanna eseguita, contribuiscono a costruire quella fiducia collettiva senza la quale una comunità si sfalda. Senza la quale i cittadini si chiudono nella loro diffidenza verso tutto e tutti, compresa la legge, quando non sembra fare giustizia. La libertà, in fondo, è poter fare quello che si desidera nel rispetto degli altri ma soprattutto senza paura.
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