Blitz Dda contro i Casalesi: “La metamorfosi dei clan”
In manette i fratelli del boss Zagaria. La svolta affaristica della camorra
Blitz della Dda contro il clan dei Casalesi: in manette 23 persone, decapitata la fazione degli Zagaria e in manette finiscono Antonio e Carmine, fratelli della storica guida camorristica Michele, già arrestato ormai quindici anni fa a Casapesenna, nel Casertano. Nell’inchiesta sono finiti, oltre ai ventitré indagati, pure terreni e rami d’azienda. Sotto i sigilli beni per un valore complessivo stimato in circa quaranta milioni di euro.
Blitz contro i Casalesi, la nuova pelle della mala
Nell’ambito del blitz scattato nei confronti dei Casalesi sulla scorta delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Michele Del Prete) emerge il quadro di una criminalità intenzionata a incidere in maniera sempre più strutturata nell’economia e negli affari. La consorteria Zagaria avrebbe intessuto rapporti con diverse pubbliche amministrazioni. Gli interessi nel campo dei rifiuti (con la società Isvec colpita dall’inchiesta) ma pure nella droga con il presunto accordo che i Casalesi avrebbero intessuto coi calabresi della ‘ndrina Bellocco. Il nodo centrale, però, è la proiezione economica e affaristica dei clan.
“La metamorfosi con l’ingresso nelle aziende”
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri aveva commentato il blitz contro i Casalesi affermando che questi avevano avviato “un progetto criminale ambizioso”. Capace di fare onore al “blasone” di “una camorra di serie A, una delle famiglie storiche della camorra che nel corso dei decenni ha infettato e infestato tutta l’Italia arrivando anche all’estero”. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, Manuel Scarso, in un’intervista rilasciata a Il Mattino, ha riferito che “la camorra continua a operare, cambia pelle e resiste ai cambiamenti, cavalcandoli in qualche modo”. E che una metamorfosi in atto c’è: “L’aspetto militare e violento ha ceduto il posto a quello imprenditoriale. La metamorfosi ha portato la criminalità organizzata a entrare direttamente nell’economia legale, in aziende che operano con le amministrazioni pubbliche, nei settori dei rifiuti e della grande distribuzione, per poter avere un potere economico diretto e riciclare il denaro illecito”.
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