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Blitz alla Commissione Ue: inchiesta sull’affare da 900 milioni

di Cristiana Flaminio -


Vendi oggi, cartolarizza domani: e poi va a finire che ti ritrovi col blitz della polizia belga che fa irruzione negli uffici della Commissione Europea. Un altro scandalo travolge Ursula von der Leyen: nel mirino della Procura europea c’è la cessione di 23 immobili al fondo sovrano del Belgio, il Sfpim. Un affare da 900 milioni di euro, suppergiù. Su cui i magistrati evidentemente ravvisano delle irregolarità. Per verificare (o fugare, per carità, siamo garantisti noi) i sospetti, la Eppo ha spedito i poliziotti negli uffici della Commissione a Bruxelles. Gli agenti hanno passato al setaccio documenti, accordi, contratti. Nel mirino la grandissima operazione immobiliare conclusa nel 2024. Appena due anni fa.

Dove nasce il blitz alla Commissione Ue

Alla fine del primo mandato di Ursula. Quando era commissario al bilancio e alla programmazione finanziaria herr Johannes Hahn, austriaco e veterano (vero) dell’esecutivo comunitario. Del quale ha fatto parte per quattordici lunghi anni, entrando nel setcondo mandato di Barroso e uscendo solo dopo il primo di Von der Leyen. Per tutto il pomeriggio è stato un lungo minimizzare. La Commissione ha fatto sapere di essere a conoscenza dell’indagine e ha tessuto florilegi di auspici. Sperando che, prima o poi, venga fuori che tutto sia stato fatto con regolarità. Come se il fatto non li interessasse direttamente. “Sono in corso attività di raccolta di prove”, ha confermato pure una portavoce dell’esecutivo Ue. Come se si trattasse di un simposio accademico o di un tè alle cinque. Ma ci si è affrettati a dire, dalla Commissione stessa, che ogni adempimento, ogni passo nell’affare, è stato compiuto rispettando pedissequamente la legge. La vicenda, invece, appare potenzialmente forte.

L’affare col Belgio

Perché la Commissione, cioè il governo della Ue, ha venduto per 900 milioni di euro al Federal Participation and Investment Company, in pratica al governo del Belgio, ben 23 edifici. Per quella che, all’epoca, fu annunciata come una grande operazione immobiliare, anzi urbanistica, che avrebbe dovuto cambiare il volto (e la vivibilità) della capitale condivisa tra Ue e Belgio. Dai magistrati Ue, gli stessi che hanno scoperchiato il vaso di Pandora del caso che ha coinvolto Federica Mogherini nei mesi scorsi, non sono giunti ulteriori dettagli. Ma il fatto, nonostante gli sforzi (riusciti) di calmare le acque, sembra grosso.


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