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Esteri

Board of peace per Gaza: arrivano gli inviti di Trump

Ai leader di tutti gli Stati mediatori (Egitto, Qatar e Turchia) sarebbe stato chiesto di far parte del Consiglio

di Ernesto Ferrante -


L’ex primo ministro britannico Tony Blair si è detto “onorato” di essere stato scelto dal presidente statunitense Donald Trump per far parte del Board of Peace che dovrà supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza. “Ringrazio il presidente Trump per la sua leadership nell’istituzione del Board of Peace e sono onorato di essere stato nominato nel suo Consiglio esecutivo”, ha affermato l’ex inviato del Quartetto per il Medio Oriente.

Al-Sisi e Erdogan in prima linea

Il ministero degli Esteri egiziano ha annunciato che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ricevuto un invito a farne parte. Al-Sisi – ha fatto sapere il dicastero – sta ora valutando l’offerta.

Anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ricevuto la proposta dal tycoon. Lo ha confermato il direttore dell’ufficio comunicazione della presidenza turca, Burhanettin Duran, in un post su X. “Il 16 gennaio 2026, il presidente americano Donald Trump, in qualità di presidente fondatore del Board of Peace, ha inviato una lettera in cui si invita il nostro presidente, Recep Tayyip Erdogan, a diventare membro fondatore del Board of Peace”, ha dichiarato Duran. Secondo una fonte diplomatica, ai leader di tutti gli Stati mediatori (Egitto, Qatar e Turchia) sarebbe stato chiesto di far parte del consiglio.

Invitato anche Milei

Tra i leader ritenuti idonei figura il presidente argentino, Javier Milei. “L’Argentina – ha scritto Milei in un post su Xsarà sempre al fianco dei Paesi che affrontano il terrorismo a testa alta, che difendono la vita e la proprietà e che promuovono la pace e la libertà. È un onore per noi condividere una responsabilità così grande”.

La posizione di Giorgia Meloni

Sul possibile ruolo dell’Italia si è espressa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Stiamo ancora attendendo le decisioni definitive, abbiamo visto che è stato presentato qualche minuto fa il Board di livello esecutivo, quindi più operativo, quello politico manca ancora e su questo aspetterei che ci sia l’ufficialità. Quello che posso dire è che abbiamo sempre dato e stiamo dando la nostra disponibilità ad avere un ruolo di primo piano nella realizzazione e la costruzione del piano di pace per il Medio Oriente, che consideriamo un’occasione unica in un contesto molto complesso e molto fragile”, ha precisato Meloni nel corso di un punto stampa all’ambasciata italiana a Tokyo.

Donald Trump vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il Consiglio a guida statunitense per garantire la pace e la ricostruzione della Striscia, stando al Financial Times. Tra le zone a cui Trump vorrebbe applicare lo stesso Board, considerato come un potenziale sostituto delle Nazioni Unite, ci sono il Venezuela e l’Ucraina. Diplomatici occidentali e arabi, però, nutrono forti perplessità in merito all’idea di conferire al nuovo organismo un mandato più ampio di quello previsto. La proposta ha creato disagio negli altri governi. L’organismo controllato da Trump è stato concepito per aiutare a governare l’enclave palestinese. Eventuali cambi di programma potrebbero rivelarsi rischiosi.


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