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“Bomb” sul Bluetooth, panico sul volo United Newark–Palma, aereo costretto a tornare indietro

Allarme in volo sull’Atlantico: un dispositivo Bluetooth dal nome inquietante costringe un aereo United a tornare indietro e scatena un’operazione di sicurezza totale.

di Marzio Amoroso -


Un volo United Airlines da Newark a Palma di Maiorca è stato costretto a invertire la rotta sull’Atlantico dopo che a bordo è comparso un dispositivo Bluetooth chiamato “Bomb”. Il volo, identificato come UA236 e operato con un Boeing 767-400ER, trasportava circa 190 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio, diretto alle Baleari per un collegamento transatlantico di linea. Dopo circa un’ora dal decollo da Newark Liberty, alcuni passeggeri hanno segnalato al personale di bordo la presenza, nell’elenco dei dispositivi Bluetooth visibili, di un apparecchio con il nome “Bomb”. In un contesto di sicurezza aerea già estremamente sensibile, il comandante ha attivato immediatamente le procedure di emergenza, trattando la situazione come un potenziale allarme bomba a bordo.

Le procedure di emergenza e il codice 7700

L’equipaggio ha chiesto più volte ai passeggeri di spegnere tutti i dispositivi Bluetooth, avvertendo che, in caso di mancata collaborazione, il volo sarebbe stato costretto a tornare a Newark. Nonostante gli annunci ripetuti e un ultimatum finale, alcuni dispositivi risultavano ancora attivi. A quel punto, dalla cabina di pilotaggio è stata presa la decisione più drastica, dichiarare emergenza generale con il codice 7700 e invertire la rotta verso gli Stati Uniti. Il volo United Airlines, che avrebbe dovuto proseguire verso Palma di Maiorca, ha quindi tracciato una grande “U” sull’Atlantico, rientrando a Newark dove è atterrato in sicurezza in tarda serata.

Atterraggio, evacuazione e controlli a tappeto

Una volta a terra, l’aereo è stato parcheggiato in un’area remota dell’aeroporto, lontano dal terminal. I passeggeri sono stati fatti scendere lasciando i bagagli a bordo e portando con sé solo documenti e telefoni. Squadre di sicurezza, unità cinofile e personale specializzato hanno ispezionato l’aeromobile e la stiva, seguendo i protocolli previsti in caso di sospetto ordigno. Subito dopo, tutti i passeggeri sono stati sottoposti a un nuovo controllo di sicurezza e a una nuova verifica dei documenti. Solo dopo la completa bonifica dell’aereo e la conclusione delle verifiche, la compagnia ha organizzato un nuovo volo con equipaggio sostitutivo, ripartito nelle prime ore del mattino successivo. L’arrivo a Palma di Maiorca è avvenuto con un ritardo di circa nove ore rispetto all’orario previsto.

Il responsabile è un sedicenne

Le indagini hanno portato rapidamente a identificare il responsabile del dispositivo Bluetooth chiamato “Bomb”, un ragazzo di 16 anni, passeggero del volo. Il giovane avrebbe rinominato il proprio speaker o dispositivo Bluetooth con quella parola, apparentemente per scherzo, senza considerare le conseguenze in un ambiente iper-controllato come quello di un aereo di linea in volo. Il sedicenne è stato preso in custodia dalle autorità federali per essere interrogato. In casi del genere, la normativa statunitense prevede la possibilità di contestare reati legati a falsa minaccia di bomba e interferenza con la sicurezza del trasporto aereo, con potenziali pene che possono arrivare fino a diversi anni di reclusione e pesanti multe. Al momento, la valutazione delle accuse formali è in mano agli investigatori.


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