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Economia

Calo export vino italiano nel 2025: i numeri e i perché

Diminuiscono valore e volumi di un segmento rilevante per il Made in Italy

di Giorgio Brescia -


Nel 2025 l’export di vino italiano ha registrato un calo significativo rispetto al 2024, segnando un arretramento importante in un settore storico del Made in Italy. Secondo i dati dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini e le statistiche ufficiali Istat, le esportazioni di vino italiane hanno chiuso l’anno a circa 7,78 miliardi di euro, con una diminuzione del 3,7% rispetto all’anno precedente.

Valore e volumi delle esportazioni

Nel dettaglio, registrato un valore complessivo delle esportazioni italiane di vino nel 2025 per 7,78 miliardi di euro, in calo del 3,7% sul 2024.

In più, diminuiti i volumi esportati dell’1,9%, con un totale di 21 milioni di ettolitri spediti nei mercati internazionali.

La diminuzione rispetto all’anno precedente corrisponde a una perdita di circa 300 milioni di euro.

I mercati esteri e le dinamiche

La flessione delle esportazioni, più marcata nei mercati extra‑Ue, mentre i Paesi europei hanno mostrato una tenuta relativa:

Gli Stati Uniti, mercato principale per il vino italiano, registrano un -9,2% delle esportazioni in valore, con 1,76 miliardi di euro, contribuendo a circa 60% del calo totale dell’export.

I mercati extra‑Ue, complessivamente, calano del -6,4%, con contrazioni nei Paesi come Regno Unito, Canada, Svizzera e Russia.

Stabile il mercato Ue, con un leggero aumento di +0,5% nei flussi da 3,2 miliardi di euro.

Tra i principali mercati extra‑Ue, solo il Brasile ha mostrato crescita (+3,8%).

Le cause principali del calo

Secondo l’analisi di Uiv e degli operatori del settore, alla base della flessione dell’export i dazi statunitensi e barriere commerciali. L’introduzione sulle importazioni di vino italiano ha pesato in modo significativo sulla competitività del prodotto sui mercati extra‑Ue. Ciò, soprattutto negli Stati Uniti, tradizionale principale destinazione del vino italiano.

Poi, la svalutazione del dollaro. La debolezza della valuta statunitense ha aggravato i costi per gli importatori. E ridotto il potere di acquisto, interrompendo la crescita che nei primi mesi dell’anno sembrava possibile.

Infine, il rallentamento dell’economia globale. Le incertezze legate all’andamento economico internazionale hanno ridotto la domanda in alcuni mercati chiave. In più, hanno messo sotto pressione il settore vinicolo italiano in un contesto competitivo globale sempre più complesso.

La bilancia commerciale e le prospettive

Nonostante il calo, il saldo commerciale del vino italiano con l’estero rimane positivo e fra i principali contributi al commercio estero italiano. Il saldo attivo è stimato a circa 7,2 miliardi di euro, in leggera diminuzione (-4,3%) rispetto al 2024.

La performance negativa del 2025, meno grave rispetto ad altri competitor internazionali. Ora, servono un rafforzamento della presenza nei mercati europei e una maggiore diversificazione geografica per sostenere la ripresa dell’export nel 2026.


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