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Caso Signorini, dalla guerra con Corona alla denuncia del conduttore contro Google

di Giuseppe Ariola -


Il caso che vede contrapposti Fabrizio Corona e Alfonso Signorini entra in una fase decisamente giudiziaria, con con la denuncia del conduttore contro Google. Dal clamore mediatico sui social si è dunque passati ai faldoni che si accumulano al Palazzo di Giustizia di Milano. Al centro, l’iniziativa legale dei difensori del giornalista, che parlano apertamente di una campagna di diffamazione sistematica. Gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia hanno infatti depositato una denuncia nei confronti di Google Italia e Google Ireland. I colossi del web sono accusati di non aver rimosso, nonostante reiterate richieste, contenuti ritenuti gravemente diffamatori. Si tratta dei video del format Falsissimo, pubblicati su YouTube. Le puntati in cui Corona ha accusato Signorini di aver orchestrato un presunto “sistema criminale seriale” fatto di ricatti e favori sessuali legati alla partecipazione al Grande Fratello.

Nel mirino di Signorini anche Meta e TikTok

La denuncia di Signorini contro Google ha già prodotto effetti concreti. I legali rappresentanti delle due società risultano iscritti nel registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata. Un passaggio che, secondo fonti Mediaset, viene accolto con favore. L’azienda già da tempo aveva segnalato alle piattaforme la natura lesiva dei contenuti, chiedendone la rimozione. L’auspicio, trapela, è che i grandi operatori digitali inizino a riconoscere anche una responsabilità sociale nella moderazione dei materiali pubblicati. Nel frattempo, i difensori di Signorini annunciano iniziative analoghe anche nei confronti di Meta e TikTok, ampliando il perimetro del contenzioso. Parallelamente, Corona è tornato in Tribunale per un’udienza civile: è in discussione il ricorso con cui si chiede un provvedimento d’urgenza di inibitoria per bloccare la messa in onda della prossima puntata di Falsissimo, prevista per il 26 gennaio. La decisione del giudice Roberto Pertile è attesa nei prossimi giorni.

Tra penale e civile la denuncia di Signorini contro Google è solo uno dei tasselli del puzzle

Le posizioni delle parti restano distanti. Per l’avvocato di Corona, Ivano Chiesa, impedire la diffusione preventiva di contenuti equivarrebbe a una forma di censura incompatibile con l’ordinamento italiano. Di segno opposto la replica di Missaglia, che parla di un “tribunale dell’Inquisizione” mediatico, in cui chi non è iscritto all’Ordine dei giornalisti può diffondere accuse senza filtri. Sul fronte penale, la vicenda si fa ancora più complessa. Corona è indagato per diffamazione e minacce dopo una denuncia di Mediaset, che ha chiesto anche una misura di prevenzione per limitarne l’uso dei social. A ciò si aggiunge un’indagine per revenge porn nata da una querela di Signorini. Quest’ultimo, a sua volta, risulta indagato per violenza sessuale ed estorsione su denuncia di Antonio Medugno, ex concorrente del GF Vip 2021-2022. Un intreccio giudiziario destinato a far discutere ancora a lungo, ben oltre i confini dei social.


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