Ceuta nel caos, 22 Paesi Ue chiedono una riunione urgente
Il presidente della città autonoma: "La situazione non è tornata alla normalità"
Su Ceuta dovrà decidere la riunione dei ministri Ue che ben 22 Paesi su 27 hanno già provveduto a chiedere, ottenendola, a Bruxelles. La situazione, nell’exclave spagnola in territorio marocchino, non s’è ancora stabilizzata. Il presidente della città autonoma, difatti, ha riferito che c’è ancora tensione sul territorio. Juan Jesus Vivas, che ha tenuto una conferenza stampa insieme al leader del Partito popolare spagnolo Alberto Nunez Feijoo, l’ha detto chiaramente: “Non è stata ancora raggiunta la normalità, non siamo indifferenti all’irreparabile tragedia umana causata da queste morti”.
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Ceuta, tutti vogliono la riunione Ue
L’Italia ha chiesto una riunione in sede Ue su Ceuta, ma pure altri 21 Paesi. Come la Danimarca, per esempio. Persino la stessa Spagna, proprio il premier Pedro Sanchez, ha chiesto una videocall a Ursula von der Leyen nella lunga lettera di sdegnata protesta che ha pubblicato quest’oggi. “Vista la gravità della situazione – ha scritto Sanchez – chiediamo alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare con urgenza una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’Interno”. L’obiettivo spagnolo dell’incontro è chiaro.
Cosa chiede Sanchez
“Tale riunione – ha aggiunto il premier sul caso Ceuta nella lettera indirizzata alla Ue – dovrebbe consentirci di definire una risposta comune a situazioni di questo tipo e di ribadire che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri, e non solo da quelli in prima linea nell’Unione”. Ecco. Finalmente il caso politico è arrivato e, forse, è arrivata l’ora di una stretta che proprio i governi socialisti come quelli di Sanchez sembravano voler avversare. Fino a che, come sempre accade, non tocca a loro sperimentare i problemi dell’immigrazione clandestina.
La replica di Ursula
La richiesta di una riunione in videocall per Ceuta ha trovato la disponibilità della presidente dell’esecutivo Ue Ursula von der Leyen. “La Commissione ha offerto il suo sostegno alla Spagna fin dal primo momento. Ho ricevuto lettere da diversi leader e accolgo con favore la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto su quanto accaduto”, ha scritto su X. Dove ha aggiunto: “Il controllo delle nostre frontiere europee è importante”. Meglio tardi che mai. “Abbiamo un sistema solido in atto, ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere uno stretto coordinamento tra tutte le autorità. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di un processo di apprendimento dalle esperienze passate per migliorare la nostra resilienza europea”.
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