Affondata nave russa Rosatom: droni da Kiev nel Mar Nero
L'attacco a 130 miglia da Novorossijsk conferma l'elevata capacità di penetrazione dei droni a lungo raggio ucraini nel bacino orientale del Mar Nero
Raid con droni nel Mar Nero: affondata la nave della russa Rosatom. Mosca denuncia: «Atto di pirateria».
Affondata nava Rosatom
Un nuovo ed grave episodio riaccende la tensione nello scacchiere navale del Mar Nero. La nave da carico “Yanina”, appartenente a Rosatom -l’agenzia statale russa per l’energia atomica- affondata a seguito di un attacco condotto da due droni marittimi ucraini.
Stando a quanto comunicato ufficialmente dai portavoce di Rosatom e ripreso dalle principali agenzie e testate dell’area, l’azione si è svolta in acque internazionali, a circa 130 miglia al largo della città portuale di Novorossijsk, uno dei principali hub logistici e militari russi della regione.
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L’equipaggio in salvo e le accuse di Rosatom
Nonostante il colpo subito dall’imbarcazione e il successivo affondamento, l’operazione di soccorso si è conclusa senza perdite umane. Tutti i 17 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo dalle navi giunte in assistenza nella zona.
Secondo quanto dichiarato dall’agenzia russa per l’energia nucleare, la Yanina stava trasportando un carico ad uso esclusivamente “civile”.
Rosatom ha condannato con forza l’azione. E l’ha definita senza mezzi termini un vero e proprio «atto di pirateria internazionale» condotto dalle forze armate di Kiev in aperto contrasto con le norme sulla navigazione in acque internazionali.
La rilevanza strategica dell’area di Novorossijsk
L’attacco a 130 miglia da Novorossijsk conferma l’elevata capacità di penetrazione dei droni a lungo raggio ucraini nel bacino orientale del Mar Nero.
La zona di Novorossijsk, ormai un bersaglio prioritario. Ciò, dopo che la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa ha ridislocato gran parte dei propri assetti navali dal porto di Sebastopoli in Crimea. e li spostati proprio verso gli approdi della regione di Krasnodar, per metterli al riparo dalle incursioni della difesa di Kiev.
L’episodio segna un ulteriore inasprimento della guerra per le rotte commerciali e logistiche nel Mar Nero. Ed estende il raggio delle incursioni anche al naviglio collegato ad agenzie statali strategiche come Rosatom.
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