"Troppo filo-Schwaub", a Davos non la vogliono più. E rischia pure di ritrovarsi invischiata nelle elezioni in Francia
Che pasticcio, miss Lagarde: ora rischia pure di perdere il Wef. Christine, che per Forbes nel 2022 e nel 2023 era la seconda donna più potente al mondo subito dopo Ursula (e già questo fa sorridere…), rischia non solo di dover sloggiare dalla Bce ma pure di sobbarcarsi una campagna elettorale (a perdere…) in Francia. Senza nemmeno la consolazione del paracadute dorato della presidenza del World Economic Forum. Una cosa alla volta, però. Con calma.
Lagarde, il Wef può saltare: ecco perché
È tutta colpa di quegli impiccioni del Financial Times. Che, come noto, hanno spifferato del super-piano ipersegreto di Macron. L’ultimo ruggito prima della fine: il prossimo governatore della Bce lo deve scegliere lui. Non sia mai che arrivi all’Eliseo Marine Le Pen. Già, perché manca poco e la Francia tornerà a votare. E allora la mandrakata: Lagarde si sfili dalla Bce, lasci a monsieur le président il diritto di incoronare il successore. E, per salvare la capra delle apparenze (non si lascia la Bce per fare un piacere a un politico, orsù) e i cavoli delle necessità elettorali (Macron ha già bruciato chiunque potesse succedergli, ultimo il povero Lecornu), potrebbe presentarsi al vaglio dell’elettorato francese. Una sorta di Carney made in Europe.
A Davos è cambiato il vento
Solo che, a differenza di Carney, Lagarde ci è diventata banchiera ma è “nata” politica. La sfida tutta al femminile per l’Eliseo, però, lascerebbe (per ora) Christine senza un salvacondotto, una via di fuga, una garanzia. A Davos le cose, da quando c’è Trump, sono cambiate. Lei, dicono ancora quei maligni del Ft, è percepita come “persona di Schwaub”. E perciò le sue chance di approdare al Wef si fanno piccole piccole. L’unica, a ‘sto punto, è restare. Cipollone l’ha detto al Senato: “Non ha l’atteggiamento di chi sta facendo le valigie”. Non può permetterselo.