L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Chi nega ancora la foibe ha dei pessimi maestri (sono sempre i soliti)

di Adolfo Spezzaferro -


L’ignoranza si può colmare con la conoscenza, le menzogne ideologiche possono essere smentite dalla verità dei fatti. Ma quello che invece va combattuto senza quartiere è il negazionismo dell’orrore delle foibe. “Cos’è il Giorno del ricordo? Una giornata revisionista in cui viene diffusa l’invenzione dello ‘sterminio anti-italiano’ da parte dei partigiani jugoslavi”.

A scriverlo non sono nostalgici titini, ma l’organizzazione giovanile comunista Cambiare Rotta. Si parla di una “ricorrenza già cara da decenni ai fascisti” (ossia il ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati scampati alla pulizia etnica dei comunisti), fino ad arrivare all’oltraggio inaccettabile contro gli italiani tutti – i morti e i vivi – quando si delira di “una vera e propria invenzione storiografica, volta a screditare la Resistenza”. Quell’orrore sarebbe dunque propaganda per infangare i partigiani: siamo alla follia. Questa vergognosa malafede va combattuta risalendo all’origine di questo scempio, perché questi ragazzi hanno dei pessimi maestri. Sempre i soliti, peraltro.


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