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Ciliegie da record in Giappone: all’asta a 140 euro l’una

Una confezione da 68 frutti ha superato 1,5 milioni di yen

di Giorgio Brescia -

(Fonte: Instagram)


Quando il lusso passa dal mercato agricolo. in Giappone anche la frutta può raggiungere quotazioni da gioielleria, le prime aste della stagione hanno visto le pregiate ciliegie Sato Nishiki battute a prezzi simbolici fino a circa 140 euro l’una. Non si tratta di una distorsione del mercato, ma di una pratica consolidata che unisce agricoltura, marketing e cultura del prestigio. Un fenomeno che racconta un modo diverso di attribuire valore al cibo. E che continua a sorprendere l’opinione pubblica internazionale.

In Giappone l’asta che fa notizia

Il record è stato registrato nelle aste inaugurali dei mercati all’ingrosso giapponesi, dove una cassetta di ciliegie Sato Nishiki provenienti dalla prefettura di Yamagata è stata aggiudicata per circa 1,8 milioni di yen, pari a quasi 10 mila euro. In un’altra vendita, una confezione da 68 frutti ha superato 1,5 milioni di yen. Cifre che hanno un forte valore simbolico e mediatico, e che segnano l’apertura ufficiale della stagione.

Tecniche agricole e qualità estrema per ciliegie extra lusso

Alla base di queste quotazioni c’è una coltivazione altamente specializzata. Le ciliegie vengono prodotte con tecniche di forzatura climatica che consentono di anticipare la maturazione rispetto al periodo naturale. Lunghi cicli di refrigerazione, serre riscaldate e una selezione rigorosa dei frutti permettono di ottenere standard qualitativi elevatissimi, ma comportano anche costi di produzione molto alti e margini di rischio significativi per i produttori.

Non è il prezzo di mercato

Il valore di circa 140 euro a ciliegia non rappresenta il prezzo a cui questi frutti verranno normalmente venduti. Le aste inaugurali giapponesi sono eventi simbolici che servono a lanciare la stagione e a certificare l’eccellenza del prodotto.

I compratori — grossisti, catene di distribuzione di fascia alta o piattaforme specializzate — accettano consapevolmente un prezzo iniziale fuori scala come investimento promozionale. Successivamente, le ciliegie entrano nei canali commerciali a valori molto più bassi, pur restando nella fascia premium.

Non si tratta quindi di una rivendita in perdita casuale, ma di una strategia pianificata, in cui il costo dell’asta viene compensato dalla visibilità, dall’effetto reputazionale e dall’aumento delle vendite sull’intera stagione. Il rischio economico esiste ed è parte integrante dell’operazione.

Il ruolo della cultura del regalo: 140 euro l’una…

In Giappone la frutta di alta gamma è storicamente legata alla pratica del dono. Regalare ciliegie, meloni o altri prodotti agricoli di eccellenza è un gesto di rispetto e prestigio, soprattutto in ambito aziendale o istituzionale. In questo contesto contano non solo il sapore, ma anche la perfezione estetica, la provenienza certificata e la storia del prodotto.

Un modello che incuriosisce l’Occidente

Il caso delle ciliegie di Yamagata si inserisce in una tradizione più ampia che riguarda altri prodotti simbolo dell’agroalimentare giapponese, come i meloni di alta gamma o le prime aste del tonno. Un modello che trasforma il cibo in narrazione, identità territoriale e strumento di marketing, e che continua a sorprendere i mercati occidentali, dove il valore alimentare è raramente associato a logiche di status.


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