Claude Mythos, il modello più potente di Anthropic sarà riservato a poche aziende
Claude Mythos, il modello di intelligenza artificiale più avanzato di Anthropic, non sarà disponibile al grande pubblico. La compagnia ha annunciato che l’accesso alla versione preview resterà riservato a circa quaranta aziende del settore tecnologico, tra cui Apple, Amazon e Microsoft, scelte per testarne le capacità nell’individuare e correggere vulnerabilità nei software critici. Una decisione che arriva all’indomani di una fuga di dati involontaria che, la scorsa settimana, ha esposto pubblicamente centinaia di documenti riservati sul progetto.
Il data leak aveva già svelato tutto
L’esistenza di Claude Mythos non era destinata a diventare di dominio pubblico. Un errore di configurazione del sistema di gestione dei contenuti dell’azienda ha reso accessibili quasi tremila documenti riservati, tra cui comunicati stampa e specifiche tecniche inedite. La notizia è stata rilanciata per prima da Fortune e intercettata dal leaker M1Astra, che ha diffuso online la bozza di un comunicato ufficiale in cui la compagnia ammetteva le proprie preoccupazioni: nell’avvicinarsi al rilascio, Anthropic intendeva “agire con estrema cautela” e comprendere i rischi del modello “anche al di là di quanto emerso dai test interni”.
Cosa rende Mythos diverso dai modelli precedenti
Secondo i documenti trapelati, Claude Mythos rappresenta un salto qualitativo netto rispetto ai predecessori. Il modello eccelle in tre ambiti: ragionamento, programmazione e sicurezza informatica. Ma la funzionalità che ha acceso i riflettori degli esperti è il cosiddetto “recursive self-fixing”: la capacità di identificare e correggere autonomamente le vulnerabilità presenti nel proprio codice.
Logan Graham, responsabile del team di Anthropic che testa i nuovi modelli, ha descritto le sue prestazioni in termini sorprendenti: Mythos avrebbe già individuato migliaia di bug in programmi diffusi, browser e sistemi operativi, rilevando criticità rimaste invisibili per decenni ai ricercatori di sicurezza e agli strumenti automatizzati più avanzati.
Il doppio rischio: difendere o attaccare?
La potenza di Claude Mythos è una lama a doppio filo. L’obiettivo dichiarato da Jared Kaplan, direttore scientifico di Anthropic, è offrire ai soggetti legittimi un vantaggio nella messa in sicurezza di infrastrutture e codice open source. Il rischio, però, è speculare: uno strumento capace di scovare vulnerabilità sconosciute potrebbe diventare, nelle mani sbagliate, un acceleratore senza precedenti per i crimini informatici.
“Modelli come Mythos potrebbero trasformare la sicurezza automatizzando l’individuazione delle vulnerabilità – ha osservato l’analista tech Pareekh Jain – ma al tempo stesso potrebbero consentire agli agenti AI di condurre attacchi in piena autonomia, con un livello di competenza altissimo.” Un rischio concreto, considerando che modelli delle generazioni precedenti sono già stati riadattati per sviluppare malware.
Il crollo in borsa dei giganti della cybersecurity
Le ripercussioni della notizia hanno raggiunto anche i mercati finanziari. Nelle ore successive alla diffusione delle anticipazioni su Claude Mythos, i titoli di alcuni tra i principali fornitori di sicurezza informatica hanno registrato cali significativi in borsa. La prospettiva di un modello AI capace di superare l’intera concorrenza di settore ha incrinato la fiducia degli investitori.
La road map: accesso controllato, espansione graduale
La strategia di Anthropic è lineare: distribuire Mythos in modo progressivo, allargando la platea degli utenti solo dopo aver verificato la tenuta del modello sul campo. Le quaranta aziende selezionate potranno utilizzarlo per testare le proprie infrastrutture, inclusa la ricerca di vulnerabilità “zero-day”, ossia falle sconosciute persino agli sviluppatori, nei software più diffusi. Un accesso privilegiato e una scommessa insieme: sulla sicurezza del modello, e sulla capacità dei suoi utilizzatori di non trasformarlo in un’arma.
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