Confindustria boccia la revisione Ue degli Ets
Orsini: "La proposta è insoddisfacente, la speculazione corre e la desertificazione industriale è già realtà"
A Confindustria non piace per nulla la revisione sugli Ets presentata oggi pomeriggio dal commissario Ue Wopke Hoekstra. E il presidente Emanuele Orsini ci va giù duro, senza tirare indietro la gamba. “La proposta europea di revisione dell’Ets è, per l’industria italiana, insoddisfacente, come dimostra l’andamento odierno del prezzo delle quote sul mercato, che sono in aumento”. E ancora: “Segno che ci si attendeva una revisione profonda che invece non c’è stata. La proposta della Commissione si limita a interventi con effetti solo marginali nel breve termine e non affronta le criticità strutturali del sistema nel contesto globale”.
Confindustria boccia la revisione Ets
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini boccia senz’appello la revisione Ets partorita oggi da Bruxelles. “Il rilascio di una parte molto esigua di quote gratuite condizionate peraltro a investimenti in decarbonizzazione e l’assenza di qualsiasi misura che riduca la volatilità dei prezzi della CO2 e della speculazione finanziaria ci allarma, ma non ci ferma”. La promessa è quella di una mobilitazione senza sosta e senza tregua: “Proseguiremo questa battaglia con spirito costruttivo e ancora maggiore determinazione, insieme ai nostri partner europei, per un sistema ETS che tuteli il clima senza sacrificare industria, occupazione, investimenti e sovranità produttiva europea”.
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“Occorre una profonda revisione”
Il capo di Confindustria Orsini rincara la dose: “Il meccanismo Ets necessita di una profonda revisione se vuole essere coerente con l’obiettivo di riportare il peso dell’industria europea al 20% del Pil”. E spiega: “Senza una riforma sostanziale del sistema, quell’obiettivo rischia di rimanere uno slogan e si continuerà ad alimentare la deindustrializzazione del continente”. Ricordano poi, da viale dell’Astronomia, che le emissioni europee, oggi, rappresentano appena il 6 per cento di quelle globali. E che, oggi, tutto il mondo va emettendo di più. Cina in testa a tutti.
I comparti più colpiti
La revisione Ets della Ue, secondo il presidente di Confindustria, non risolverà i problemi dell’industria. In particolar modo di quella italiana. E specialmente i comparti “vetro, ceramica, acciaio, chimica, cemento, metalli, carta, alimentare” che “rischiano di scomparire con prezzi del carbonio di 3-4 volte più alti dei concorrenti americani e asiatici”. Insomma, per Orsini, “la desertificazione industriale è già una realtà che l’Europa si porta dietro fin dalla crisi economica del 2008: oltre un milione di posti di lavoro sono stati persi a causa della perdita di capacità produttiva e di politiche climatiche che non tengono conto della realtà geopolitica e della competizione internazionale”.
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