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Attualità

Consumatori, Codacons, banche e diritti: una lezione italiana che può parlare all’Europa

di Alessandro Butticé -


Da Bruxelles si osservano spesso le grandi strategie dell’Unione bancaria, le direttive sui servizi finanziari e i regolamenti destinati a rafforzare la tutela dei consumatori. Ma, come sempre, la misura dell’Europa si coglie nella vita quotidiana dei cittadini.

La vicenda

Ne ho avuto una conferma personale in una vicenda che ha riguardato mia madre, novantenne, rimasta vedova dopo oltre sessantacinque anni di matrimonio. Per mesi è rimasta nell’impossibilità di disporre pienamente, oltre che della pensione di riversibilità di mio padre (dopo rimbalzi di responsabilità tra INPS e banca), dei risparmi di una vita, depositati presso un importante istituto bancario italiano situato all’interno del Comando Generale della Guardia di Finanza, a Roma. Una situazione kafkiana, umanamente difficile, resa ancora più pesante dall’età, dalle condizioni di salute e dalla necessità di sostenere spese di assistenza quotidiana.

Dopo numerosi e vani tentativi di interlocuzione, a fronte della sciatteria alternata al silenzio dell’agenzia bancaria, è intervenuto il Codacons. Con un approccio rigorosamente giuridico, l’associazione ha ricostruito i fatti, contestato le interpretazioni ritenute non conformi ai diritti della cointestataria superstite del rapporto bancario, e avviato un confronto serrato con la sede centrale della banca.
Il risultato è stato concreto, ancorché non per tutto immediato.

A seguito del riesame della pratica, la banca ha riconosciuto la fondatezza di una parte significativa delle richieste, disponendone l’accredito sul conto personale di mia madre. Restano ancora alcuni aspetti controversi, sui quali il confronto prosegue, ma consistenti risultati sono arrivati solo grazie all’intervento della principale associazione dei consumatori nazionali.

Non è mia intenzione trasformare una vicenda personale in un processo mediatico. Le banche svolgono una funzione essenziale e operano in un contesto normativo sempre più complesso. Devo anche precisare che mia madre, in altra agenzia dello stesso Istituto bancario, ha trovato quella comprensione, quella professionalità e quell’empatia ed accoglienza che ci saremmo aspettati di trovare presso la sua agenzia, della quale é cliente da decenni. E dalla quale non puó trasferirsi sinché non sarà risolta la questione successoria e sbloccati i fondi, oltre che per non complicarsi la vita con nuovo IBAN e modifiche delle diverse domiciliazioni bancarie.

Che in altri Paesi, come il Belgio ad esempio, sono problemi che non esistono, perché i clienti-consumatori possono cambiare agenzia conservando lo stesso numero di conto e relative domiciliazioni bancarie. Tuttavia, proprio per questo, è importante che esistano soggetti capaci di riequilibrare il rapporto tra grandi e potenti organizzazioni e singoli cittadini, soprattutto quando questi ultimi sono anziani o si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità.

La tutela del consumatore: uno dei pilastri del diritto Ue. L’esempio del Codacons

Da convinto patriota italiano ed europeo, sono persuaso che la tutela del consumatore rappresenti uno dei pilastri dello stato di diritto europeo. Il mercato unico funziona soltanto se il cittadino sa di poter contare non solo su regole comuni, ma anche su strumenti efficaci per farle rispettare.

In questo senso il Codacons rappresenta, a mio avviso, un’esperienza che meriterebbe di essere meglio conosciuta anche oltre i confini nazionali. Non solo per la capacità di promuovere azioni collettive, ma soprattutto per la rapidità, la competenza tecnica e la determinazione con cui i suoi valenti avvocati affrontano controversie che, troppo spesso, il singolo cittadino faticherebbe a sostenere da solo. Una cultura della tutela che ben si inserisce nella tradizione europea dello Stato di diritto.

Non nascondo, infine, una soddisfazione personale. Nel 2023 il Codacons mi conferì il riconoscimento di “Amico del Consumatore”, motivandolo con il mio impegno, anche durante gli anni trascorsi alla Commissione europea e all’OLAF (l’Ufficio Europeo per la Lotta alla Frode), nella difesa dei diritti dei cittadini e della legalità economico-finanziaria. Un’onorificenza che accolsi con gratitudine e che oggi assume, per me, un significato ancora più concreto.

Non é quindi un caso che abbia donato tutti i diritti d’autore del mio libro «Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un Patriota italiano-europeo», oltre che all’Operazione Mato Grosso, allo sportello Anti-Stalking del Codacons. Perché il Codacons del Presidente Carlo Rienzi, e dei suoi valenti collaboratori (mi limito a citare per tutti le avvocate Cristina Adducci, Valeria Graziussi e Giulia Rinaldi, oltre che Stefania Ammiraglia, Sonya di Sarli e Venere Ografo), merita ogni supporto per il sostegno che dimostra giornalmente di saper offrire ai cittadini-consumatori.

L’Europa dei regolamenti è importante. Ma quella che conta davvero è l’Europa che riesce a dare risposte concrete ai cittadini quando ne hanno bisogno. Ed il Codacons fa parte a pieno titolo dell’Europa in cui credo e per la quale continuo a combattere. Perché la fiducia nelle istituzioni, nazionali e Ue, non nasce dalle dichiarazioni di principio. Nasce quando un diritto viene riconosciuto e concretamente tutelato. Ed è questa, forse, grazie anche ad associazioni come il Codacons, la migliore idea di Europa che possiamo costruire.


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